I Milwaukee Bucks arrancano a est in questa stagione e il front office si interroga sul futuro di Giannis Antetokounmpo con la trade deadline del 5 febbraio che incombe. A 19,5 milioni sotto il primo apron e senza hard cap, hanno margine per manovre, ma hanno a disposizione solamente una trade exception da 3,6 milioni – legata al contratto di Gary Trent Jr. – per assorbire un innesto senza pari salario. Di seguito, l’analisi condotta da ESPN sul mercato della franchigia.
La domanda scottante è se Milwaukee sia pronta a mettere in discussione il destino di Giannis, eleggibile per l’estensione dal 1° ottobre e free agent nel 2027. Senza rookie sotto contratto e con la prima scelta propria solo dal 2031, il roster stride: 61 milioni combinati in Myles Turner, Kyle Kuzma e Bobby Portis pesano come macigni, senza molta flessibilità a disposizione. Se la squadra continuerà a barcollare, i Bucks dovranno decidere: puntare tutto sul Greek Freak, magari rischiando le scelte 2031 o 2032 in una trade, o aprirsi a scenari estremi? Giannis domina ancora, ma il rendimento di quest’anno dei Bucks porta all’urgenza di rinforzi veri.
Kevin Porter Jr. (5,1 milioni con player option) e Gary Trent Jr. (3,6 milioni) sono i contratti in scadenza ideali per pacchetti low-cost. Trent potrebbe dire addio per arrivare a un 3&D o un playmaker, mentre Porter aggiunge flessibilità salariale. Per una trade significativa, però, servirà di più. Magari cedere Portis o Kuzma per liberare cap e asset, senza toccare il core del roster. La pick 2031 sembra intoccabile, ma se Giannis dovesse bussare per chiedere qualche mossa, il front office potrebbe giocarsela per un all-in.
I Milwaukee Bucks non sono ancora collassati, ma perdono smalto. La trade deadline potrebbe quindi segnare la svolta della loro stagione. La franchigia proverà a blindare Giannis rischiando qualche trade, oppure sarà disposta a vederlo volare altrove?
