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Treviso Basket, il ritorno della coppia Pittis-Nicola: difesa e identità per la salvezza

Dunque rieccoli assieme, Riccardo Pittis e Marcelo Nicola, una delle coppie simbolo della grande Benetton Treviso. Sei stagioni condivise in campo, ruoli diversi ma complementari: difesa, letture e leadership per Pittis, talento offensivo e personalità per Nicola. Oggi, a distanza di anni, si ritrovano di nuovo fianco a fianco, questa volta alla guida del Treviso Basket.

Riccardo Pittis è entrato nel Consiglio di Amministrazione, Marcelo Nicola ha assunto il ruolo di capo allenatore dopo l’esonero di Rossi. Coincidenze? Forse. Ma anche scelte dettate dal cuore e dalla competenza. Ecco le parole di Pittis Raccolte da Il Gazzettino di Treviso.

Pittis: “Treviso è casa, la pallacanestro è la mia vita”

«Il mio arrivo è stato del tutto casuale», racconta Pittis. «Una serie di congiunzioni astrali. Se me l’avessero detto un mese prima avrei riso». E invece il sì è arrivato, spinto da due fattori chiave: la pallacanestro e Treviso, città che per Pittis resta casa.

Il suo ruolo va oltre la scrivania: opinioni tecniche, visione cestistica e supporto alle scelte strategiche. Non a caso, quando si è deciso di cambiare allenatore, il nome di Nicola è stato il primo suggerito. «In una situazione come questa è la persona più adatta».

Una sfida durissima, ma affascinante

Treviso Basket è ultima in classifica e il compito che attende Nicola è il più complicato della sua carriera da capo allenatore. Pittis non si nasconde: «È una sfida durissima, ma le più belle sono proprio queste. So che Marcelo darà tutto, e noi gli saremo accanto».

Il concetto chiave è uno solo: gioco di squadra, anche fuori dal campo. Solo così un obiettivo difficile può diventare possibile.

Perché Treviso è ultima: analisi lucida e senza alibi

Secondo Pittis i motivi della crisi sono molteplici. L’assenza di Weber ha avuto un effetto domino: «Con lui Ragland avrebbe reso meglio. Poi perdi una partita, due, tre e uscire dal tunnel diventa complicato».

Ma la convinzione è chiara: il potenziale c’è. «Almeno metà della squadra sta rendendo al 30% delle proprie possibilità. Può e deve dare di più. Toccherà all’allenatore far emergere il valore individuale e collettivo».

Salvezza senza calcoli: “Conta solo il campo”

Le vicende extracampo legate a Trapani non fanno testo. Pittis è netto: «Non ci conto. Se succede bene, ma io credo nelle cose conquistate sul campo. L’obiettivo è mettersi almeno due squadre dietro, il resto non ci riguarda».

Una posizione chiara, che riflette mentalità e cultura sportiva.

Il debutto di Nicola: subito il derby con Venezia

Il nuovo corso inizierà dalla partita più sentita: il derby contro la Reyer Venezia. «È una gara stimolante», spiega Pittis, «ma per noi è l’inizio di un nuovo campionato. Ci dirà a che punto siamo e come affrontare le successive sfide, a partire da Varese».

Una partita alla volta, senza slogan vuoti ma con pragmatismo.

Ripartire dalla difesa: il marchio di fabbrica

Da ex “ministro della difesa”, Pittis non può che apprezzare l’approccio di Nicola. «Difendere non era una questione individuale, ma di squadra. E difendere bene rende l’attacco più leggero».

In pochi giorni non si possono fare miracoli, ma i segnali sì. «Battere Venezia sarebbe fantastico, ma ciò che conta davvero è percepire un cambio di direzione».

Treviso cerca identità prima ancora dei punti

Il ritorno di Pittis e Nicola non è solo nostalgia: è una scelta di competenza, appartenenza e identità. Treviso Basket riparte dalla difesa, dalla fiducia e da una guida che conosce la pressione e il valore delle sfide difficili. La salvezza passa da qui. E il derby di Mestre è il primo banco di prova.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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