Dopo cinque sconfitte consecutive torna al successo Cremona contro una Reggio Emilia dall’estremo bisogno di due punti. Gli ospiti hanno fuori Smith e Cheatham nel turnover stranieri e Vitali per problemi fisici mentre debutta Stephen Brown arrivato in corsa dal Paok.
Il primo quarto vede Reggio avanti grazie alle giocate offensive di Barford e il tonnellaggio di Echenique sotto le plance (massimo vantaggio +8). Cremona risponde con Tajion Jones che parte in quintetto per Brotto. L’ingresso di Casarin e Grant porta energia e fisicità alla Vanoli che comincia a fare la voce grossa sotto le plance nonostante Caupain continui ad attaccare con forza il ferro. I padroni di casa vanno all’intervallo sul +1.
Al rientro dalla pausa Anigbogu commette in un amen 3° e 4° fallo che potrebbero limitare la sua partita. La coppia di azzurri cremonese continua a produrre per Brotto mentre Priftis può fare affidamento sul proprio playmaker e su Thor che oscura più volte la vallata.
Cremona pareggia momentaneamente il massimo vantaggio con un canestro di Casarin e una tripla di Burns che costringono il tecnico greco al timeout. Durham punisce dall’angolo, Anigbogu con un rimbalzo offensivo e un gioco da 3 punti e una tripla di Ndiaye portano al +12 Vanoli. Nel finale Barford segna per aggiustare le medie personali.
Partita nervosa che vale più di 2 punti che vede le due squadre tirare male dal campo e curiosamente specchiarsi alla voce rimbalzi. Il dato sorride alla Vanoli è quello delle palle perse (10) contro quelle di Reggio (12) ma i padroni di casa hanno un contributo corale mentre Reggio sprazzi da alcuni. Al PalaRadi termina 71-67.
Giocatore decisivo: Sasha Grant: probabilmente aveva segnato questa partita sul calendario. Partita da ex, pareggiato il massimo stagionale, tanta energia sotto canestro anche contro i lunghi reggiani. Un dato? +/- 12 il secondo più alto della squadra.
Giocatore da rivedere: pacchetto italiani: Uglietti, Severini e Woldetensae in 3 non segnano un punto e -6 di valutazione complessiva. Difficile andare a vincere senza un supporto da quella che dovrebbe essere l’anima della squadra.
Vanoli Basket Cremona
Anigbogu 6.5: inizialmente soffre la taglia di Echenique e nel 3° quarto commette rapidamente il 4° fallo. Rientra in campo e risulta decisivo con un rimbalzo offensivo con gioco da tre punti di pura voglia. Nel finale si fa valere sotto le plance (7 carambole conquistate) con altrettanti punti.
Willis 6: mezzo voto in più per la vittoria. Il leader offensivo di Cremona sta vivendo un momento complicato dal punto di vista realizzativo. Sono solo 8 punti dimostrando un po’ di timore quando dovrebbe prendersi i suoi tiri.
Jones 6: parte a sorpresa in quintetto e con la faccia giusta. 6 dei suoi 8 punti totali sono nel primo quarto con due triple. Buona presenza anche a rimbalzo (4).
Casarin 6.5: il classe 2003 gioca una buona partita d’energia, insieme a Grant risponde alla spallata reggiana iniziale. Bello il duello a suon di fisico con Caupain a chi attacca più forte il canestro. Sfiora la doppia cifra (9 punti) e smista 3 assist.
Grant 7: il suo ingresso in campo porta energia alla squadra. Notevole una schiacciata in taglio backdoor e un alley-up concluso nel momento migliore dei suoi. Probabilmente sentiva questa sua partita da ex. Pareggiato il season high con 11 punti
Galli n.e
Veronesi 6: chiude anzitempo la partita per falli (qualche fischio dubbio). Tuttavia gioca una prova d’intensità e fisicità contro gli esterni emiliani. Segna solo 3 punti ma cattura 3 rimbalzi e soprattutto recupera 3 palloni.
Burns 6: il capitano cremonese ad inizio partita soffre i lunghi avversari e sbaglia qualche appoggio di troppo. Sua però la tripla che obbliga Priftis a chiamare timeout sul +12. Anche 4 rimbalzi e 1 assist.
Durham 6.5: a volte s’incaponisce nel cercare di battere Echenique dal palleggio e forza delle soluzioni (2/8 al tiro). L’ex Amburgo gioca una partita completa con 7 punti, 5 rimbalzi e 6 assist (migliore della squadra).
Ndiaye 6: ha un matchup tosto con Thor che gli rende centimetri e apertura alare (uno dei pochi che può permettersi di stopparlo al tiro). Da fuori non la mette mai (1/8) ma quella che manda a bersaglio risulterà chiave nel finale di partita. Top scorer dei suoi con 12 punti, due schiacciate che fanno tremare i ferri del PalaRadi, 6 rimbalzi e 3 assist.
Brotto 6.5: la pressione era tanta dopo diverse sconfitte consecutive. Bravo a saper gestire i suoi nel finale e dare fiducia ai suoi giovani in certi momenti.
Unahotels Reggio Emilia
Barford 6: gli si chiede di fare canestro e lo fa (17). L’altro ex di turno dà e prende. Perché segna certi canestri a gioco rotto ma li alterna a prese di decisioni rivedibili. Uno dei pochi a salvarsi.
Brown 5: l’ex Paok è l’ultimo arrivato e inserirsi in una squadra in difficoltà non è mai semplice. Segna 5 punti litigando con il tiro dall’arco (1/6). Era la tipologia di giocare di cui Reggio aveva bisogno?
Thor 6: come Barford alterna giocate positive a decisioni rivedibili. Non tira tanto (4/8) ma si fa sentire a rimbalzo e soprattutto in difesa con ben 3 stoppate visti i mezzi notevoli di cui dispone.
Woldetensae 4: senza Vitali avrebbe potuto avere più spazio e responsabilità 0 punti in 14′.
Mainini n.e
Caupain 7: l’ancora di Reggio Emilia. Un trattore in avvicinamento al ferro dove è in grado di sfruttare la propria stazza. Dall’arco (1/6) e ai liberi (7/11) lascia diversi punti. Si fa sentire anche sotto canestro (8 rimbalzi). Con l’arrivo di Brown gli si chiede meno regia ma è da rivedere il duo.
Williams 5.5 6 punti, 4 rimbalzi e 1 stoppata per l’ex Petkim. Senza infamia e senza lode.
Uglietti 5: come sempre è rognoso in difesa, ma forse lo è anche fin troppo (4 falli). Non segna mai (0/4).
Manfredotti n.e
Severini s.v: come Severini, il suo passaggio in campo non si è percepito.
Echenique 5.5: il lungo colombiano sfiora la doppia doppia (9+9). Sbaglia clamorosamente diversi semiganci che per i cm e la stazza dovrebbero essere semplici. Nel finale perde nettamente il duello con il lungo cremonese.
Vitali n.e
Priftis 5: 1 vittoria e 9 sconfitte nelle ultime 10. I continui cambi, il turnover non sempre possono correggere la rotta.





