L’impresa di Atene ha restituito fiducia, orgoglio e prospettiva. Ma nel giorno che conduce al novantesimo compleanno dell’Olimpia Milano, è bene non perdere la misura delle cose. La vittoria sul parquet del Panathinaikos, nel tempio intitolato a Nick Galis, è una di quelle notti che restano. Tuttavia, classifica alla mano, l’Armani è ancora ai margini della zona play-in di Eurolega, costretta a inseguire.
E forse non è un caso che questa rincorsa incroci la celebrazione di una storia iniziata nel 1936 come Dopolavoro Borletti, passata attraverso Simmenthal, Tracer, Philips e oggi firmata Armani. Novant’anni di basket che meritano memoria e consapevolezza, come raccontato nel volume Scarpette Rosse. Storia dell’Olimpia Milano di Werther Pedrazzi, dedicato a Tullio Lauro, voce storica del basket milanese.
Dall’OAKA all’Allianz: un’Olimpia che ritrova energie e uomini
Il successo di Atene ha lasciato in eredità un segnale incoraggiante: l’emergenza infermieristica sta finalmente rientrando. In vista della sfida di domani sera contro l’Efes Istanbul all’Allianz (ex Palalido), coach Peppe Poeta potrebbe ritrovare gran parte delle sue rotazioni.
Secondo quanto riporta Repubblica Leandro Bolmaro è tornato ad allenarsi a pieno regime e dovrebbe rientrare tra i dodici. Shavon Shields, già presente in panchina in Grecia, è vicino al recupero completo. E attenzione anche a Quinn Ellis, che proverà fino all’ultimo a smaltire il fastidio muscolare che lo ha fermato per prudenza ad Atene.
Resterebbe fuori soltanto Stefano Tonut, con un rientro programmato almeno per il campionato. Un sollievo che permetterà finalmente a Poeta di ridistribuire minuti e responsabilità, evitando sovraccarichi eccessivi.
Brooks, Brown e Nebo: i volti del rilancio biancorosso
In questo nuovo equilibrio spicca il momento straordinario di Armoni Brooks, autentico uomo copertina dell’Olimpia nelle ultime settimane. Le sue prestazioni hanno già attirato l’attenzione dei top club europei: con il contratto in scadenza a giugno, il rinnovo rischia di trasformarsi in un’asta da due milioni a stagione, sempre secondo Massimo Pisa di Repubblica
Accanto a lui, segnali finalmente convincenti da Lorenzo Brown, che ad Atene ha dissipato le voci su un possibile ridimensionamento. La sua leadership ritrovata ha avuto un effetto immediato su Josh Nebo, devastante nel pick and roll grazie agli assist del playmaker naturalizzato spagnolo e di Mannion. L’esplosività verticale del centro texano torna a essere un’arma primaria.
Efes, nobile decaduta ma avversaria da non sottovalutare
Di fronte ci sarà un’Efes Istanbul ferito e irriconoscibile rispetto agli standard recenti. Con Bayern Monaco e Partizan, i turchi sono finora la più grande delusione dell’Eurolega. Eppure il talento non manca: Jordan Loyd, Cordinier e Weiler-Babb restano riferimenti di alto livello.
Per l’Olimpia, la notte del compleanno non può essere solo celebrazione. Deve diventare un altro passo nella rincorsa europea, perché la storia pesa, ma in Eurolega contano soprattutto il presente e la continuità.
Novant’anni dopo, Milano è ancora lì: con le scarpette rosse ai piedi e l’Europa davanti.




