Francesco Ferrari, per dirla con un’espressione contemporanea, fa cose. E le fa dannatamente bene. Segna 66 punti in una partita Under 19, ne mette 36 in Serie A2 evocando paragoni pesanti come quello con Carlton Myers, vince gli Europei Under 20 da MVP, debutta in Nazionale maggiore e, a soli vent’anni, compie il salto dalla categoria cadetta all’Eurolega.
Il passaggio da Cividale alla Virtus Bologna è l’ultima tappa di una crescita rapidissima, ma tutt’altro che casuale.
Rossi: “Da un’estate all’altra è cambiato tutto”
A raccontare meglio di chiunque altro l’evoluzione di Ferrari è Alessandro Rossi, head coach dell’Italia Under 20 campione d’Europa, che ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport.
«Ho vissuto con lui gli ultimi due Europei U20 e la crescita mentale mostrata da un’estate all’altra è stata impressionante. Nel 2024 era già molto forte, ma quest’anno ha iniziato ad approcciare la pallacanestro come una vera professione».
Secondo Rossi, il talento non è mai stato in discussione. A fare la differenza è stata la maturità.
«Si è tolto di dosso quella fisiologica immaturità giovanile. Oggi è un giocatore con una testa da big».
Cividale come svolta: nasce il Ferrari senior
Il vero punto di svolta arriva nella prima stagione da senior.
«L’anno a Cividale lo ha fatto crescere in modo incredibile sotto il profilo caratteriale. Non solo in campo, ma soprattutto nell’approccio quotidiano. Il percorso a Borgomanero prima e con Pillastrini poi è stato determinante».
Oggi, secondo Rossi, Ferrari è già un giocatore formato, nonostante l’età.
Attacco completo e istinto naturale
Dal punto di vista tecnico, Ferrari colpisce per la varietà.
«Ha un ampio spettro di movimenti: può giocare spalle a canestro, tirare da tre, attaccare frontalmente. In attacco è davvero completo».
Un aspetto che lo distingue è l’istinto.
«Ha una grande attitudine al rimbalzo offensivo. Tocca tutti i palloni vivi, ha un senso naturale del gioco».
Difesa da costruire, ma senza paura del contatto
In difesa il margine di crescita è ancora ampio, ma la base è solida.
«È un giocatore ancora da strutturare, però ha una cosa che non si insegna: non si tira mai indietro, mette il corpo, accetta la durezza del gioco».
Un dettaglio che pesa quando il livello sale.
Europei U20: controllo e leadership silenziosa
L’estate dell’oro europeo è lo specchio della sua maturazione.
«All’inizio del torneo non aveva brillato. Molti giovani, davanti alle difficoltà, si smarriscono. Lui no: ha mantenuto sempre la stessa attitudine».
Da lì in poi, una crescita costante.
«Partita dopo partita ha avuto un’evoluzione spaventosa».
Virtus Bologna: adattamento oggi, consacrazione domani
Il salto alla Virtus è enorme, ma non prematuro.
«La dimensione per giocare a quel livello ce l’ha già, lo ha dimostrato anche in Nazionale con Banchi. Avrà bisogno di un periodo di adattamento, normale».
Il trasferimento a stagione in corso può diventare un vantaggio.
«Credo che il prossimo anno possa essere quello della consacrazione».
Il futuro è nelle sue mani
E oltre l’Italia?
«Ora ha realizzato il suo sogno: arrivare al top in Italia. Non ha mai avuto l’ossessione dell’America come molti coetanei. Il futuro, da qui in avanti, dipende solo da lui».
Talento, testa, tempo. Francesco Ferrari ha già iniziato a fare cose. E sembra destinato a farne molte altre.





