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Home Scouting Report

Nick Martinelli, lo scorer di Northwestern che l’Italia deve conoscere

Paolo Spelorzi by Paolo Spelorzi
28 Feb 2026
in Scouting Report, Nazionale, NCAA
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Nick Martinelli, lo scorer di Northwestern che l’Italia deve conoscere

Nick Martinelli vs. Rutgers, fonte: nusports.com

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Northwestern non è esattamente la prima squadra che viene in mente quando si parla di grandi scorer NCAA, ma negli ultimi due anni il suo attacco ha parlato con un accento molto preciso: quello di Nick Martinelli. Ala mancina di 201 cm, in grado di viaggiare a 20.5 punti e 6.2 rimbalzi in 37.7 minuti di media nel 2024‑25, Martinelli è diventato la prima opzione offensiva dei Wildcats e uno dei migliori marcatori dell’intera Division I. Nella stagione successiva ha ulteriormente alzato l’asticella, toccando quota 24.1 punti a partita con percentuali interne d’élite, confermando una crescita costante anno su anno.
Per un movimento come quello italiano, sempre alla ricerca di ali capaci di creare dal palleggio e produrre vantaggio senza vivere solo di blocchi e spot‑up, il suo profilo è naturalmente intrigante. L’eventuale percorso verso un passaporto italiano è ancora tutto da verificare, ma tecnicamente il suo nome merita già spazio nella conversazione.

Contesto e percorso

Arrivato a Northwestern dopo una carriera liceale da high‑usage scorer, Martinelli ha avuto un impatto crescente stagione dopo stagione fino alla vera esplosione nelle annate da sophomore e junior. Nel 2024‑25 parte in quintetto fisso, gioca tutte le 33 partite e guida la squadra in punti, minuti, falli subiti e viaggi in lunetta, con 20.5 punti, 6.2 rimbalzi e 1.7 assist in 37.7 minuti, tirando il 47.1% dal campo e il 33% da tre su quasi 100 tentativi.
Northwestern lo mette progressivamente al centro del sistema: complice anche qualche infortunio nel reparto esterni, Martinelli diventa il riferimento stabile nei finali punto a punto e nelle gare contro avversari di alto livello Big Ten, firmando prestazioni da oltre 30 punti che lo proiettano tra i migliori realizzatori della conference. Nel 2025‑26 la sua centralità cresce ancora: oltre 24 punti di media con il 58.1% dal campo, volume da tre in leggera crescita e ancora la capacità di reggere carichi importanti su entrambe le metà campo.

Profilo fisico e mentale

Fisicamente Martinelli è una wing/forward tra il 3 e il 4, con taglia sufficiente per reggere l’urto in Big Ten e un frame solido che gli permette di giocare spalle a canestro contro pari ruolo e guardie più piccole. Non è un atleta verticale sopra la media né un giocatore esplosivo nel primo passo, ma compensa con forza, controllo del corpo e una discreta coordinazione nel traffico, che gli dà margine per finire anche contro i migliori rim-protector.
Dal punto di vista mentale è un giocatore competitivo, che non ha paura del pallone che scotta: viene descritto come uno dei leader del gruppo, sia per voce nello spogliatoio sia per la capacità di prendersi responsabilità nei finali, qualità maturata soprattutto quando gli infortuni dei compagni lo hanno costretto a salire di livello. La sua “killer mentality” è uno degli elementi più citati dallo staff, e rappresenta un plus importante anche in chiave FIBA, dove carattere e durezza mentale sono spesso discriminanti.

Attacco: uno scorer “funky”

L’aspetto più affascinante del gioco di Martinelli è la sua natura di scorer “funky”: non è l’ala moderna che vive di triple ad alto volume, ma un giocatore con uno stile non scolastico, soluzioni creative, angoli e tempi insoliti e un modo di segnare un po’ sghembo ma efficace. La base del suo arsenale è il mid‑range e la short‑mid area: palleggio‑arresto‑tiro, fadeaway dal post, piccoli step back, floater e soluzioni “crafty” in traffico, sempre con il mancino come direzione preferita.

Nel 2024‑25 produce 20.5 punti tirando il 47.1% dal campo, con 32/96 da tre (33.3%) e 142/195 ai liberi (72.8%), a testimonianza di una combinazione tra discreto tocco perimetrale e grande capacità di guadagnarsi falli. È spesso tra i primi in squadra per liberi tentati, con un FTr (Frequenza dei Tiri Liberi) importante che racconta quanto il suo gioco sia orientato a mettere pressione al ferro più che a vivere di jumper facili. Nel 2025‑26 la sua efficienza interna esplode, con un 58.1% complessivo dal campo che lo colloca tra i migliori lunghi/ali della Division I per realizzazione in area, pur non essendo un centro tradizionale.

Come si può vedere dai dati di Synergy stiamo parlando di un profilo con alto volume in isolamento, post‑up contro mismatch, situazioni da hand‑off e short‑roll, e un uso crescente come handler in pick and roll per punire drop coverage con floater e pull‑up.

Tiro da tre e gioco senza palla

Il tiro da tre è il tassello più importante per proiettare Martinelli ai livelli successivi. Nel 2024‑25 chiude con il 33.3% su quasi 3 tentativi a gara, con una selezione non banale: molte conclusioni dal palleggio, spesso contestate, meno piedi‑per‑terra sugli scarichi rispetto ad altri scorer di ruolo simile. Nella stagione corrente, 2025-26 tira con un irreale 53.3% su 2.6 triple tentate a partita. Il materiale video mostra una meccanica abbastanza fluida, con buon tocco e range, ma una base non ancora volumetrica da “high‑gravity shooter”.

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Lato off‑ball, Martinelli è già interessante per la capacità di muoversi dietro le difese: legge bene gli spazi, taglia nei corridoi scoperti quando i compagni attaccano, sa occupare gli angoli e alzare la propria pericolosità con una buona sensibilità nel trovare spazio alle spalle del difensore. In ottica FIBA e nazionale italiana, questo aspetto è cruciale: un’ala che parte da giocatore on‑ball ma che può vivere anche da secondo/terzo creatore, punendo aiuti e rotazioni con tagli e spot‑up, ha molto più senso accanto a guardie dominanti nel pick and roll.

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Creazione e letture

Pur essendo prima di tutto un finalizzatore, Martinelli offre sprazzi interessanti come creatore secondario. Northwestern lo utilizza spesso come hub nei giochi a lato forte: ricezione in ala, hand‑off con il piccolo, lettura della difesa e possibilità di attaccare dal palleggio o ribaltare il lato. Nel 2024‑25 chiude con 1.7 assist a fronte di 2 palle perse, un rapporto che racconta di un giocatore ancora più votato al prendere decisioni “aggressive” che alla gestione prudente. In questa stagione al momento gli assist a partita sono 1.5 mentre le palle perse sono 1.4.

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In particolare, emergono due aspetti: la capacità di vedere il taglio del lungo o della guardia dal lato debole quando la difesa collassa su di lui, e qualche flash di passaggio creativo in corsa, soprattutto con la mano forte. Per diventare un vero creatore di vantaggio stabile a livello pro dovrà ridurre le palle perse, migliorare la gestione del raddoppio e sviluppare un po’ di playmaking dal pick and roll, situazioni dove la lettura della difesa è ancora altalenante.

Difesa e impatto senza palla

Difensivamente Martinelli è un giocatore di sistema solido, con QI sufficiente e buona volontà, ma che non può vivere di atletismo puro. La sua taglia gli permette di reggere contro molte ali NCAA, soprattutto quando c’è contatto fisico in post o nella lotta a rimbalzo; nel 2025-26 produce 6.6 rimbalzi di media, di cui una parte significativa in traffico, a conferma di un contributo concreto nella protezione del tabellone.

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Sulla palla ha momenti alterni: sa usare il corpo e l’angolo del tronco per contenere il primo passo, ma contro i creator più esplosivi può soffrire lateralmente e faticare a passare sopra ai blocchi. Lontano dalla palla legge discretamente le rotazioni, è raramente fuori posizione in modo grossolano, ma può ancora crescere nella velocità di reazione sulle chiusure lunghe e nella capacità di trasformare qualche lettura intelligente in steal e deflection.

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In chiave FIBA, dove le squadre europee attaccano scientificamente il punto debole, il suo adattamento passerà dalla capacità di difendere su più ruoli e di non diventare il bersaglio preferito in situazioni di pick and roll.

Numeri e advanced stats

Sul piano statistico la progressione di Martinelli è lineare: più minuti, più volume, più responsabilità e una produzione che cresce senza crolli di efficienza. Nel 2024‑25: 20.5 punti, 6.2 rimbalzi, 1.7 assist, 47.1% dal campo, 33.3% da tre, 72.8% ai liberi; nel 2025‑26: 24.1 punti, 6.8 rimbalzi, 1.5 assist, 58.1% dal campo in un contesto ancora più sbilanciato sulle sue spalle.

Gli indicatori avanzati raccontano un usage altissimo (29.6 USG%), una True Shooting in crescita (nel 2024‑25: 54.3% mentre nella stagione corrente è di 68.2%), un free‑throw rate significativo (0.5) e, sul lato negativo, un turnover rate elevato rispetto al ruolo e alla funzione in attacco (9.8 TO%). È il classico profilo in cui l’efficienza “pura” va contestualizzata con il peso dei possessi offensivi gestiti, specialmente in un sistema che dipende molto da lui per creare e finire.

Fit con il basket FIBA e l’Italia

Immaginandolo in chiave nazionale italiana, Martinelli porta tre cose chiare:
– una dimensione di scoring dal palleggio da ala che oggi è relativamente rara nel bacino azzurro;
– la capacità di salire di colpi nei finali e reggere un usage alto;
– un mix di gioco interno/esterno che può funzionare come cambio di ritmo contro difese abituate a leggere pick and roll “classici”.

Il suo fit ideale sarebbe accanto a un creatore primario che possa gestire il volume di pick and roll, lasciandogli spazi per attaccare closeout, postare mismatch e creare da hand‑off e second side, senza dover portare per 40 minuti il peso totale dell’attacco. In difesa servirà capire fino a che punto potrà tenere il campo contro ali atletiche di Eurolega e nazionale, ma il frame e l’atteggiamento competitivo lasciano pensare che, con lavoro specifico, possa almeno non essere un minus costante.

Passaporto e prospettive future

Sul fronte cittadinanza, al momento si parla di possibile eleggibilità italiana legata alle origini familiari, ma non emergono ancora notizie ufficiali su iter completati o convocazioni in prospettiva FIP. La questione andrà seguita con attenzione anche alla luce delle regole FIBA sull’età di “blocco” per essere considerati giocatori non‑naturalizzati, un tema che il caso Mannion ha reso noto anche al grande pubblico.

Indipendentemente dalla maglia che indosserà, Martinelli è uno di quei profili che il pubblico italiano dovrebbe conoscere: uno scorer atipico, meno scintillante dal punto di vista atletico ma estremamente produttivo, con un gioco che sembra naturalmente destinato a trovare spazio almeno ai piani alti europei. Se a questo si aggiungesse un passaporto italiano “a norma FIBA”, il suo nome diventerebbe rapidamente una delle storyline più interessanti per il futuro della nostra Nazionale.

Tags: NCAANick MartinelliScouting Report
Paolo Spelorzi

Paolo Spelorzi

Per Backdoor Podcast seguo principalmente la pallacanestro Brescia e la LBA, adoro tanto il college basket quanto l'Eurolega e le coppe europee. Dicono che sono uno dei massimi esperti nel cercare e scoutizzare giocatori Italoamericani e paisà. Non confermo e non smentisco.

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