Nell’ultima puntata di Backdoor Call è emerso anche un racconto legato ad Atene, al fascino di OAKA e al significato culturale della rivalità tra Panathinaikos e Olympiacos. raccontiamo la trasferta di Marco a Oaka in occasione della partita con la Virtus. Di seguito le parole in trascrizione.
“Andare in un’altra delle capitali del basket europeo e mondiale è sempre qualcosa di speciale. Atene, oltre che una città ovviamente stupenda, ti offre la possibilità di vedere tante squadre in pochi chilometri.
Il senso di appartenenza e di comunità dei tifosi del Pana e dell’Olympiacos è qualcosa di speciale. Credo che faccia riflettere più che altro sul potenziale numerico di tifosi e appassionati che il nostro sport ha a livello mondiale.
E non è per toccare un argomento che poi riguarda NBA ed EuroLeague, di cui si sta parlando anche troppo senza avere dati certi, però di sicuro un dato certo è quello che è stato toccato da tutte le parti in causa: i tifosi di pallacanestro in giro per l’Europa sono veramente tanti.
E con un grande senso di appartenenza anche. Devo dire che, pur non conoscendo il greco, percependo quello che veniva detto dai tifosi durante la partita, mi è sembrato di vedere anche una buona conoscenza della materia. Non è sempre indispensabile, ma è carino che quando si va a vedere qualcosa la si conosca anche.
Mi è sembrato che ci sia una bella tradizione, una bella conoscenza della materia.
Sempre molto caldo. Panathinaikos e Olympiacos sono un po’ diverse: il Pana forse ha più tifosi che raccolgono diverse zone di Atene, che è una città molto grande come espansione. L’Olympiacos invece è proprio la squadra del Pireo: loro non si chiamano neanche da soli squadra di Atene, sono la squadra del Pireo e sono orgogliosi di esserlo. Questo li fa sentire diversi dalle altre squadre della città.”
