Settimana entusiasmante per Trento che, dopo la prestigiosa vittoria contro il Besiktas, espugna la Virtus Arena a distanza di quasi cinque anni.
Una gara che sembrava saldamente nelle mani della Virtus, capace di assorbire anche il contraccolpo dell’infortunio alla caviglia di Morgan dopo appena quattro minuti di gioco. I bianconeri prendono il controllo del match e toccano il +17 a metà del terzo quarto, trascinati da un Edwards ispiratissimo, efficace sia come realizzatore ma anche come assistman.
Ma negli ultimi 15 minuti cambia completamente l’inerzia. Trento reagisce con personalità, rispondendo subito al -17 con un parziale di 8-0 che riapre la partita. Nell’ultima frazione il recupero è graduale ma costante, favorito dal blackout offensivo della Virtus, incapace di trovare soluzioni oltre alle iniziative individuali di Edwards e poco lucida nello sfruttare le occasioni per chiudere l’incontro.
A cinque minuti dalla sirena arriva l’episodio chiave: Vildoza perde palla e commette fallo su Stewart, che va a segno anche in contropiede per il -3. La Virtus riesce ancora a riportarsi sul +6, ma Trento non molla e piazza un nuovo contro parziale, culminato nella tripla di Battle che vale il +2 a un minuto dalla fine.
Nel finale la Virtus si affida ancora ad azioni in isolamento, poco produttive, e Trento ne approfitta fino in fondo, chiudendo sull’87-85 e conquistando una vittoria pesantissima, che regala ulteriore fiducia in vista del prosieguo della stagione.
MVP: Bayehe, Energia, punti e un impeccabile 9/9 dalla lunetta che nella seconda metà di gara diventano oro: prima per riaprire la partita, poi per indirizzarla definitivamente sui binari giusti.
Da rivedere: Vildoza, dopo la prestazione spaziale di Montecarlo, non riesce a ripetersi a distanza di appena 48 ore ed è tra i principali indiziati se si vogliono individuare le cause della sconfitta. Le due palle perse risultano decisive: la prima regala due punti con antisportivo, la seconda, nel finale, innesca il contropiede del -3 trentino, episodi che a posteriori pesano come macigni. Il play argentino non riesce poi a trovare il modo di rientrare in partita e incidere nei momenti chiave.
Virtus Olidata Bologna
Dolomiti Energia Trentino
Steward 6: Grande merito nel farsi trovare pronto a rubare palla a Vildoza e realizzare i tre punti che riportano Trento a -3. Poco dopo, però, si fa recuperare il pallone da Diarra, consentendo il nuovo +6 bianconero. Per il resto della partita, poche altre luci.
Jones 5,5: Si fa male, ma fino a quel momento non era riuscito decisamente a incidere.
Niang n.e.
Jogela 8:Voto alto: autentico fattore in campo, sia sul piano realizzativo con 14 punti, sia per l’energia che mette, diventando un rebus insoluto per i bianconeri.
Forray n.e.
Airhienbuwa n.e.
Mawugbe 6: Partenza difficile, poi si riprende nel corso della partita, ma resta decisamente meno incisivo rispetto al compagno di reparto.
Aldridge 6,5: Qualche acuto in una partita nel complesso sufficiente.
Jakimovski 8: In formissima, concreto a rimbalzo e in difesa con tre palloni recuperati. La sua energia e fisicità fanno la differenza.
Bayehe 8: 17 punti in 19 minuti. Negli ultimi 15 è semplicemente incontenibile: segna, cattura rimbalzi ed è glaciale in lunetta con un perfetto 9/9. Il +13 di plus/minus racconta l’impatto: si carica la squadra sulle spalle e la trascina alla vittoria.
Hassan 6: Falloso, ma capace di offrire dieci minuti di assoluta intensità, impreziositi anche da un arresto e tiro in faccia ad Akele.
Battle 7,5: Primo tempo insufficiente, ma nella seconda parte di gara sale di livello e segna punti pesantissimi: 8 dei 17 totali arrivano nell’ultimo quarto, compreso il canestro del +2 che di fatto decide la partita.
Coach Cancellieri 8: Partita preparata benissimo, puntando su energia e rimbalzi offensivi, marchi di fabbrica della squadra. Dopo il -17 non si perde d’animo, tiene il gruppo sul pezzo e riesce a imbrigliare l’attacco bianconero.
