Quando ha saputo della chiamata a Basketball Without Borders, Cheickh Niang non ha nascosto emozione e orgoglio:
“Appena ho avuto la notizia sono stato molto contento e orgoglioso. Allo stesso tempo questa chiamata rappresenta uno stimolo in più per continuare a lavorare, per cercare di diventare il miglior giocatore possibile”, ha dichiarato a L’Adige.
Un’occasione che Niang vede come un ulteriore motivo di crescita personale e tecnica.
Prima stagione in prima squadra: tra alti e bassi
Cheickh racconta di vivere con entusiasmo la sua prima esperienza in prima squadra:
“Molto bene, sono molto contento. Sto avendo degli alti e bassi, come penso sia normale, però cerco sempre di rimanere concentrato e di dare il massimo quando il coach mi manda in campo”.
Un approccio tranquillo e professionale, nonostante le novità e le opportunità di visibilità internazionale.
Piedi per terra e gestione delle emozioni
Non lasciarsi travolgere dagli eventi è fondamentale per Niang:
“In generale sono molto tranquillo, so di non aver fatto ancora nulla di concreto e sto con i piedi per terra. Un grande merito è anche dello staff che mi segue con grande attenzione e mi tranquillizza”.
Lavoro individuale e sviluppo costante
Fondamentale per Niang è il lavoro quotidiano, sia individuale sia con lo staff tecnico:
video analisi per correggere errori e migliorare
allenamenti in sala pesi e sessioni specifiche
focus su tecnica, fisico e mentalità
“Lavoro molto individualmente, perché c’è sempre tanto da poter fare per diventare un giocatore migliore, che resta il mio obiettivo”.





