Ci ha pensato Luca Vildoza. Una tripla da nove metri, pesantissima, per chiudere i conti e blindare una vittoria che vale tanto in chiave Coppa Italia. La Virtus Bologna supera Udine 90-86 al termine di una partita più complicata del previsto, confermandosi capolista ma dovendo sudare fino all’ultimo possesso. Di seguito, l’analisi di TuttoSport.
La squadra di Ivanovic aveva dato l’impressione di poter controllare la gara, toccando anche il +20. Poi il rientro di Udine, trascinata dalla solidità sotto canestro, ha rimesso tutto in discussione. I friulani non si sono mai arresi, tornando fino al -3 nel finale e mettendo pressione a una Virtus meno brillante nella gestione dei possessi.
Nel momento decisivo, però, è salito in cattedra Vildoza. Non la prima giocata pesante dell’argentino, ma sicuramente la più spettacolare: una bomba da distanza siderale che ha spezzato l’equilibrio e fatto esplodere il palazzetto. Una giocata che racconta talento e personalità, ma anche la capacità della Virtus di trovare soluzioni individuali quando il sistema fatica.
Buoni segnali anche da Jallow e Diouf, preziosi per energia e presenza fisica, mentre Hackett e Morgan hanno garantito esperienza nei momenti più delicati. Restano invece margini di crescita per altri interpreti, in una partita che ha mostrato qualche passaggio a vuoto di troppo, soprattutto quando l’intensità difensiva è calata.
Il successo è comunque pesante. Consolida il primato in campionato e lancia un messaggio chiaro in vista della Coppa Italia: la Virtus c’è, anche quando non brilla. «Partita difficile e vittoria molto importante», il commento di Ivanovic, soddisfatto soprattutto per la reazione nei momenti chiave.
Non una prova perfetta, ma una vittoria da squadra matura. E quando hai uno come Vildoza capace di inventarsi una tripla da nove metri, tutto diventa possibile.
