È tornato in grande stile. Alen Smailagic si è ripreso la scena da protagonista dopo settimane difficili e uno stop forzato per un’infiammazione alla parete addominale. L’ala serba della Virtus ha dovuto saltare gli appuntamenti di Coppa Italia e l’impegno di Eurolega contro Barcellona. La vittoria della VuNera non ha risposto ai dubbi sulla sua condizione fisica, ma contro il Barcellona, dopo il guaio fisico, si è proprio imposto: in poco meno di 25 minuti di gioco ha segnato 19 punti, mostrando una precisione chirurgica al tiro — 5/6 da due e 2/2 da tre. Il venticinquenne è stato uno dei punti di forza di una squadra a caccia di riscatto per l’eliminazione nella semifinale di Coppa Italia contro Tortona.
Talento discontinuo, ma lampi di classe
La sua stagione con la Virtus, la prima in bianconero, è stata un’altalena. Tra problemi fisici e di rendimento, il nazionale serbo ha alternato ottime prestazioni a partite poco convincenti, lampi di classe e blackout generali. Quando è in giornata, Smailagic può raggiungere picchi altissimi, ma l’obiettivo adesso è quello di fargli mantenere un livello più continuo. Il coach Ivanovic si è messo in testa di renderlo più continuo per avere così un giocatore affidabile oltre che molto talentuoso.
Il coach dei bianconeri e il direttore generale Paolo Ronci erano ben consapevoli delle sue qualità quando in estate gli hanno fatto la proposta che Smailagic ha accolto con entusiasmo.
«Alen è un ragazzo del 2000 con già una buona esperienza di Eurolega, in squadre importanti e sotto la direzione di ottimi allenatori. Le sue caratteristiche tecniche ed atletiche sono importanti e fanno di lui un profilo ideale per Ivanovic» — il direttore generale della Virtus.
Prima di arrivare alla Virtus, era stato uno dei protagonisti dello Zalgiris, campione di Lituania. Nelle ultime stagioni di Eurolega ha aumentato notevolmente il suo minutaggio, arrivando a 16 minuti di media in campo. In questa stagione con la VuNera ha ritoccato ulteriormente il suo minutaggio in campo internazionale raggiungendo di media 17’36”. L’abbraccio con Punter, ex virtussino ed ex compagno di Smailagic ai tempi del Partizan, è stata un’infusione di classe che andrà dimostrata per tutto il finale di stagione.
Il momento più delicato è anche il più affascinante
Ora viene il momento più delicato e affascinante: la continuità. La Virtus ha bisogno della sua energia e della sua versatilità per alzare l’asticella in Eurolega e in campionato. Smailagic ha l’occasione di trasformare i lampi in luce stabile, di diventare riferimento e non sorpresa. La difficoltà sta nell’incidere con regolarità in tutte le sfide che si presenteranno. Se riuscirà a dare seguito alla prova contro il Barcellona, allora il suo ritorno non sarà solo una parentesi brillante, ma l’inizio di una nuova fase. E la Virtus, prima in classifica in campionato, ha bisogno di uno Smailagic sempre in versione super per cercare di confermarsi campione d’Italia.





