Il nuovo CEO di Eurolega, Chus Bueno, ha affrontato in un’intervista rilasciata a Mundo Deportivo il tema più caldo del momento per il basket europeo: il possibile intreccio tra NBA Europe ed Eurolega. Bueno, che si trovava ad Atene poco tempo fa per assistere da vicino alla sfida tra Olympiacos e Panathinaikos, ha tracciato un quadro chiaro della situazione attuale e delle prospettive future.
Il dialogo con l’NBA è avviato
Bueno ha confermato di avere rapporti consolidati con i vertici della lega americana:
Ho ottimi rapporti con l’NBA e con diversi suoi dirigenti, tra cui Adam Silver e Mark Tatum. Hanno aperto una “data room”, una raccolta di documenti in cui presentano il progetto alle parti competenti. Questa fase si concluderà il 26 o il 27, dopodiché presenteranno i risultati al loro consiglio di amministrazione. Per ora, dobbiamo essere pazienti e osservare la reazione del mercato alle loro intenzioni e al valore del loro lavoro.
Il CEO dell’Eurolega ha poi aggiunto che esiste un accordo di massima per incontrarsi una volta completato il processo:
Abbiamo concordato con l’NBA di aspettare. Una volta completato il processo, ci incontreremo. E loro si sono detti disponibili a discuterne con l’Eurolega per trovare un terreno comune e raggiungere un accordo.
Cinque miliardi come opportunità per tutto il basket europeo
Bueno ha delineato lo scenario più rilevante, quello in cui l’NBA riesca effettivamente a raccogliere le risorse economiche di cui si parla:
L’NBA raccoglie i fondi e punta a 5 miliardi di dollari, come si dice o come riportato dalla stampa. Beh, sarebbe un’ottima notizia per il basket. Il basket europeo non ha mai avuto 5 miliardi di dollari da investire nel suo ecosistema. Quindi dovremmo sederci con loro e dire: ‘Come possiamo massimizzare insieme questa opportunità?’ E dovremmo essere in una buona posizione per avere un dialogo costruttivo in modo da poterlo fare insieme.
Alla domanda se un investimento così massiccio da parte dell’NBA non significhi che la lega americana intenda procedere in autonomia, Bueno ha risposto con decisione:
No, certo che no. Penso che sappiano anche loro che è più facile farlo insieme. Uno dei problemi che il basket ha dovuto affrontare è la sua scarsa redditività, ed è per questo che l’NBA vede un’opportunità per farlo.
Il messaggio di fondo è chiaro: per Bueno la strada più sensata passa da un’organizzazione congiunta, anche a costo di accettare dei compromessi da entrambe le parti. Il basket europeo potrebbe trovarsi davanti a una svolta storica, ma molto dipenderà da ciò che emergerà dalla data room dell’NBA e dalla volontà concreta di sedersi allo stesso tavolo.
