HomeLega BasketCarl Wheatle: “A Venezia la fiducia mi permette di crescere”

Carl Wheatle: “A Venezia la fiducia mi permette di crescere”

Carl Wheatle sta per compiere 28 anni e si è ritagliato un ruolo importante nell’Umana Reyer Venezia. Nato a Londra, è ormai un “italiano di formazione”: cresciuto a Biella, poi il salto di livello a Pistoia, fino all’approdo in oro-granata. Non più e non solo come difensore, ma anche come uomo in grado di fare canestro. Carl segna al momento 8.6 punti a partita, pur in una squadra ricca di scorer come la Reyer.

«La fiducia che ho trovato a Venezia»

La crescita offensiva, spiega Carl Wheatle, è frutto del lavoro svolto in estate con gli allenatori.

«Poi c’è anche la fiducia che ho trovato a Venezia e che i miei compagni di squadra mi trasmettono: questo mi permette di fare un passo in più anche su quel lato del campo. Infine c’è il nostro sistema di gioco, che prevede un ritmo alto e dà possibilità a tutti di essere coinvolti e pericolosi in attacco».

Venezia viaggia ai ritmi delle due squadre di EuroLeague, Bologna e Milano. L’obiettivo dichiarato da Wheatle è chiaro: «Continuare a vincere. Vogliamo arrivare ai playoff nel modo giusto e nella migliore posizione possibile».

Con coach Ettore Spahija il rapporto è solido: «Fin dal primo giorno a Venezia mi ha trasmesso grande fiducia ed è molto contento della mia crescita. Mi sprona sempre a migliorare ancora». Nello spogliatoio, Wheatle si descrive come il collante del gruppo: «Cerco di essere un uomo di squadra, di dare una mano ai compagni che hanno bisogno».

Carl Wheatle: tredici anni in Italia e un legame speciale con il paese

Carl Wheatle è in Italia da 13 anni. Quando gli viene chiesto se abbia mai pensato di proseguire la carriera altrove, la risposta è onesta:

«Vero, sono tanti anni e ovviamente è capitato di pensare a qualche altra possibilità. Però è anche vero che qui mi trovo molto bene: la cultura e il cibo sono cose a cui mi sono appassionato e chiaramente ho anche un legame particolare con questi luoghi».

Si definisce ormai uno “straniero d’Italia”, con tanto in comune sia con gli italiani sia con gli stranieri, e cerca di sfruttare questa condizione particolare all’interno del gruppo.

Sull’eliminazione in EuroCup della Reyer, Wheatle non si nasconde: «Ovviamente ci è dispiaciuto, avevamo ambizioni di andare avanti, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Ci siamo comunque tolti alcune soddisfazioni anche in Europa».

La Nazionale italiana e i giovani talenti

Sulla Nazionale italiana, con cui ha affrontato gli azzurri nelle qualificazioni Mondiali, Carl Wheatle osserva una transizione in corso:

«Sta cambiando rispetto agli ultimi anni, con i veterani del ciclo precedente che pian piano stanno lasciando. Ora c’è un gruppo giovane che ha energia ed entusiasmo: sono tutti giocatori di ottimo livello».

Tra i giovani, Wheatle segnala in particolare Saliou Niang: «Davvero un ottimo giocatore: ha atletismo, energia e tanto talento. È ancora giovanissimo e avrà tantissimi anni di carriera davanti a sé. Ha ancora tanti margini di crescita».

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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