Scotty Wilbekin e il Fenerbahçe hanno ufficialmente chiuso il loro rapporto dopo quattro stagioni insieme. Il club turco ha comunicato la separazione lo scorso 30 marzo, ma è solo ora che il giocatore ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti, affidandosi ai microfoni dell’emittente israeliana Sport5.
Le parole di Wilbekin lasciano trasparire una ferita ancora aperta, fatta di delusione e di un profondo senso di tradimento nei confronti della società guidata in panchina da Sarunas Jasikevicius.
Il paradosso fisico e la frustrazione
Il dato più significativo emerso dall’intervista riguarda le condizioni fisiche del giocatore. Wilbekin ha spiegato di trovarsi oggi in uno stato migliore rispetto a quando scendeva in campo con la maglia del Fenerbahçe, un paradosso che lui stesso definisce frustrante:
“La mia condizione fisica è buona. Sembra strano dirlo, ma ora sto meglio di quando ho giocato le mie ultime partite con il Fenerbahçe. È pazzesco dirlo, ed è deludente che le cose siano andate così, ma almeno ora mi sento bene. Stare lontano dal campo mi ha aiutato molto a rafforzare la gamba, ed è stato tutto ciò di cui avevo bisogno per tornare al 100%.”
Il periodo di riposo forzato, lontano dal parquet, gli ha permesso di recuperare pienamente dalla problematica alla gamba che lo aveva condizionato nelle ultime apparizioni in maglia gialloblù.
Cosa cerca adesso Wilbekin
A 33 anni, il giocatore ha le idee chiare su ciò che vuole dal prosieguo della sua carriera. La priorità non è più il nome del club o il livello della competizione, ma un ambiente che sappia mettere al centro il suo benessere fisico:
“Onestamente, cerco una squadra che metta la mia salute al primo posto, questa è la cosa più importante per me. Ho 33 anni e voglio essere in un ambiente in cui mi senta a mio agio, in cui mi senta a casa. Per quanto riguarda il basket, voglio solo una stagione senza infortuni. Voglio giocare una stagione intera. Mi manca il basket, è stato un anno difficile.”
Un messaggio netto, che racconta quanto l’esperienza al Fenerbahçe abbia segnato Wilbekin non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano. La sensazione di non essere stato tutelato a sufficienza dalla società turca è il filo conduttore di tutta l’intervista, e ora il giocatore cerca altrove quella fiducia e quella cura che ritiene di non aver ricevuto a Istanbul.





