Il cuore pulsante della Virtus Bologna ha un nome e un cognome: Daniel Hackett. In un momento cruciale della stagione, il vice-capitano bianconero traccia la rotta per il futuro, tra ambizioni di titolo e un legame viscerale con la città che sembra destinato a proseguire oltre la scadenza naturale del contratto. Nonostante la firma ufficiale non sia ancora arrivata, le parole del playmaker lasciano poco spazio ai dubbi. Il legame con Bologna è solido, rinforzato da una “procuratrice” d’eccezione: sua figlia. “Mia figlia Victoria mi sta facendo una testa così perché vuole che prosegua la mia avventura a Bologna”, ha dichiarato il giocatore in un’intervista rilasciata a QS Resto del Carlino, sottolineando come la stabilità familiare sia un pilastro fondamentale per le sue scelte professionali.
L’addio a Ivanovic e la scossa nello spogliatoio
La stagione della Virtus è stata segnata da turbolenze tecniche, culminate con il cambio in panchina. Hackett non nasconde l’impatto emotivo di tale decisione: “L’addio di Ivanovic ci ha scosso, è stato un cambiamento improvviso che non ci aspettavamo nel momento peggiore”. Tuttavia, la leadership di Nenad Jakovljevic e il rientro di pedine fondamentali come Pajola hanno restituito energia a un gruppo che aveva accusato il colpo dopo otto sconfitte consecutive, dimostrando la compattezza di uno spogliatoio deciso a reagire.
Obiettivo Scudetto: “Lo abbiamo sul petto”
Con i playoff all’orizzonte, la parola d’ordine in casa Virtus è resilienza. Nonostante la concorrenza agguerrita di Milano, Venezia e Brescia, Daniel Hackett è categorico sulle ambizioni della squadra. “Vogliamo difendere lo scudetto, lo abbiamo sul petto e faremo il possibile per farlo”. La missione è chiara: trasformare le difficoltà dei mesi scorsi nella benzina necessaria per arrivare in fondo alla competizione e regalare un’altra gioia ai tifosi, definiti dal giocatore come “eccezionali” per non aver mai voltato le spalle alla squadra, nemmeno nei momenti più bui.
Daniel Hackett: un leader intramontabile a 39 anni
Nonostante le 39 candeline che spegnerà a dicembre, il contributo di Daniel Hackett resta imprescindibile. La sua gestione fisica, ottimizzata anche grazie al lavoro tattico che ha saputo togliere quantità per aggiungere qualità, gli permette di essere ancora un fattore determinante in Serie A e in Eurolega. “Dentro mi sento giovane, anche se faccio fatica”, ammette con sincerità il campione, confermando che, finché la fame di vittoria resta intatta, l’età è solo un numero sulla carta d’identità.
