Un post pubblicato alle 21.40 di lunedì, poche parole e una foto scattata prima di decollare da Alghero: Achille Polonara ha annunciato il ritiro dal basket giocato su Instagram, spiazzando tifosi, addetti ai lavori e persino i familiari:
«Non lo sapeva nessuno. Neppure mia moglie. Ho stupito tutti. E il risultato l’ho visto quando il telefono è tornato raggiungibile», ha dichiarato l’ala azzurra. La scritta apparsa sui social, «Smetto, ci ho provato», ha scatenato un’ondata di affetto: dai complimenti di Marco Belinelli, che lo ha definito un esempio, al tributo di Gianluca Gazzoli. Polonara, però, resta umile: «Ho ricevuto tanti bei messaggi, anche da sportivi importanti, ma la forza l’ho trovata dentro me stesso».
La mano destra e la scelta di fermarsi in tempo
La decisione, sofferta ma lucida, affonda le radici in una valutazione rigorosa delle proprie condizioni fisiche. Dopo aver ripreso l’attività a gennaio, i test più intensi di fine marzo hanno dato un responso amaro: la sensibilità della mano destra non era più quella di un tempo, come ha dichiarato a Il Corriere Adriatico Pesaro:
«L’ho visto che la sensibilità della mano destra era scesa molto. Non riuscivo più a leggere bene», spiega Achille Polonara, sottolineando come ad alti livelli sia impossibile competere senza il pieno controllo di entrambi gli arti. La scelta di fermarsi ora risponde a una volontà precisa: «La mente voleva continuare ma visto che non sono più giovanissimo, ho voluto smettere pensando alla salute e lasciando il ricordo del giocatore che sono stato piuttosto di quello che si ostina ma non ce la fa più».
Le visite di controllo mensili, previste per i prossimi tre anni tra Valencia e Bologna, avrebbero inoltre reso estremamente complessa la gestione di una carriera da professionista.
Achille Polonara: il sogno della panchina e il legame con Pesaro
Chiuso il capitolo da giocatore, Achille Polonara ha già le idee chiare sul domani: il suo obiettivo è diventare allenatore. Il percorso è già tracciato, con l’iscrizione ai corsi regionali e nazionali a Bormio: «Qualche anno fa non ti avrei mai detto di voler diventare un allenatore, ora è il mio sogno per restare in questo mondo. Perché lì non servono entrambe le mani».
Mentre si godrà la famiglia tra Bologna, le Marche e la Campania, Achille Polonara lascia una porta socchiusa per la sua terra e per la Vuelle Pesaro. Alla domanda su un possibile futuro nel club marchigiano, la risposta è stata un emblematico «Mai dire mai». Si chiude così una carriera da 94 presenze in Nazionale, segnata da grandi battaglie e una resilienza fuori dal comune.
