HomeLega BasketCantù, chi resta e chi parte: le percentuali sul mercato estivo

Cantù, chi resta e chi parte: le percentuali sul mercato estivo

La stagione della Pallacanestro Cantù si avvia verso la conclusione e, come da tradizione, è già tempo di fare i conti con il mercato. Chi resterà, chi saluterà, chi potrebbe sorprendere: il quadro che emerge è quello di una società intenzionata a esercitare con decisione le opzioni contrattuali a propria disposizione, anche laddove i contratti siano pluriennali.

Il punto di partenza, come riporta La Provincia, è chiaro: Riccardo Moraschini rimane. Il capitano è il riferimento attorno a cui costruire il blocco degli italiani, con una percentuale di conferma stimata al 90%. Pochi dubbi, massima fiducia.

Le partenze quasi certe e i nodi da sciogliere

Sul fronte delle uscite, il quadro è piuttosto definito. Giordano Bortolani non sarà confermato: il secondo anno prevedeva cifre più alte rispetto alla stagione appena archiviata, e la società non intende andare avanti. Stessa sorte per Grant Basile, che al primo vero anno in Serie A ha mostrato troppi limiti difensivi e di fisicità per convincere l’allenatore a riprovarci, nonostante le qualità già espresse in A2 e il vantaggio di giocare da italiano. Andrea De Nicolao, backup affidabile del play straniero titolare, non rientra nei piani futuri: 0%. Discorso analogo per Gerald Robinson, arrivato a fine stagione per tamponare l’infortunio di Chiozza con un contratto a gettone, e per Oumar Ballo, che rappresenta forse il caso più emblematico.

Il centro maliano era stato una delle intuizioni più felici del GM Sandro Santoro e di Nicola Brienza, individuato e firmato alla Summer League. I suoi 23 anni e le prestazioni alla prima esperienza fuori dagli States lo proiettano direttamente verso l’Eurolega: che sia in Italia o altrove, Cantù non può permettersi di trattenerlo. Percentuale di permanenza: 0%.

Xavier Sneed ha già lasciato il gruppo per concludere la stagione in Israele. I contatti sono stati scarsi, ma questo potrebbe paradossalmente giocare a favore di un eventuale ritorno. La sua ambizione è quella di disputare una competizione europea: le chance di rivederlo in maglia Cantù si fermano al 10%.

Cantù: i casi Green, Fevrier e Okeke

Il nome che accende più entusiasmo dei tifosi di Cantù è quello di Erick Green. Arrivato in corsa e con un impatto economico contenuto rispetto ai parametri abituali, il giocatore varrebbe il 110% della conferma sul piano tecnico: sarebbe il sesto uomo ideale, quello dei sogni. Il problema è l’ingaggio che potrebbe chiedere ora che il suo valore è sotto gli occhi di tutti. La percentuale realistica si ferma al 40%.

Situazione simile per Ivan Fevrier, forse l’acquisto più riuscito tra quelli arrivati in corsa: il francese ha cambiato gli equilibri di Cantù e De Raffaele lo considera una risorsa anche in prospettiva. Il mercato, però, si è accorto di lui, e questo complica la trattativa. Quota di permanenza: 50%. Stesso identico valore per Chris Chiozza, che aveva convinto nonostante i dubbi iniziali, e per il vice allenatore Michele Carrea, fortemente voluto da Brienza ma in attesa delle decisioni di club e capo allenatore.

Leonardo Okeke dovrebbe restare, con una percentuale del 70%: il club ha investito su di lui e lo spazio trovato nella gestione De Raffaele è stato significativo. C’è però una variabile: i suoi agenti hanno in testa un percorso ambizioso, che passa dal completamento degli studi da privatista fino a un possibile approdo nella NCAA.

Sul fronte dello staff, Walter De Raffaele appare ben ancorato alla panchina canturina (80%), salvo un progetto che si rivelasse lontano dalle aspettative o una chiamata da una società di rango. Mattia Costacurta, il collaboratore tecnico cresciuto nel vivaio del Pgc, resterà con certezza assoluta: 100%. A lasciare sarà invece Roberto Sam Bianchi, preparatore atletico che aveva costruito da solo l’intero settore fisico del club: una perdita pesante, soprattutto alla vigilia del trasferimento nella nuova arena.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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