La Fortitudo Bologna, dopo esser partita qualche settimana fa come la favorita numero uno in questi play off, si trova già ad un bivio importante. Domani sera alle 18 al PalaDozza si gioca la decisiva gara 5 di una serie che nessuno tra i biancoblù immaginava poter essere così complicata. La pressione è tanta, e siamo solo ai quarti di finale. La squadra nelle ultime partite è sembrata stanca, spaesata e priva di un gioco corale e fluido in attacco. I battibecchi interni nell’ambiente tra coach Caja e i suoi giocatori non hanno poi di certo aiutato.
Il clima dunque non è certo sereno, sarebbe da ipocriti non ammetterlo: tra lotte intestine alla dirigenza, evidenti attriti tra allenatore e il capitano Matteo Fantinelli, e il malcontento palpabile sui social da parte di alcuni tifosi. Piuttosto che concentrarsi sulle divisioni interne o interpretare le smorfie di giocatori e staff, bisognerebbe capire come restituire equilibrio tattico alla squadra, contro una Avellino fisica e molto ispirata. Nelle trasferte in Irpinia (ma i problemi c’erano stati anche in regular season), la Fortitudo ha faticato enormemente a contenere gli attacchi in transizione degli uomini di Di Carlo e, in attacco, ha praticamente smesso di aggredire il ferro bombardando, con scarsi risultati, solamente da 3 punti. Certamente su questo pesa l’evidente calo di rendimento di Paulius Sorokas nelle ultime settimane.
Questo lavoro andrebbe fatto con maggiore lucidità, tenendo a mente che il vantaggio di giocare la decisiva Gara 5 a Bologna è il frutto di quanto di buono costruito in precedenza. E il fattore PalaDozza ha più volte aiutato la squadra nei momenti difficili quest’anno. Purtroppo, però, i veri nodi da sciogliere sembrano trovarsi fuori dal parquet. Da Avellino arrivano echi di ulteriore nervosismo, scaturito da un battibecco tra Fantinelli e la panchina di casa, episodio che spiegherebbe le dichiarazioni piuttosto stizzite e sbrigative rilasciate da Attilio Caja in conferenza stampa.
Questa tensione extra rischia di gettare benzina sul fuoco, ma forse potrebbe anche trasformarsi nella giusta motivazione per forzare il recupero di Fantinelli. Il giocatore è uscito acciaccato da Gara 4 in seguito a un blocco deciso – benché regolare – di Zerini. Lo staff medico biancoblù cercherà inoltre di recuperare in extremis Lee Moore: anche se a mezzo servizio, il suo apporto potrebbe rivelarsi molto più prezioso di un Toni Perkovic apparso, purtroppo, controproducente nelle ultime gare giocate.





