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NBA Free Agency: cinque nomi per svoltare a basso costo

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Credits: IPA Agency

Con lo spazio salariale sempre più ridotto e la necessità di evitare le soglie di luxury tax, la prossima free agency NBA si giocherà in gran parte sulla capacità delle franchigie di scovare occasioni a basso costo. Giocatori versatili, pronti a inserirsi in qualsiasi rotazione e disponibili a cifre ben inferiori alla midlevel exception piena da 15,1 milioni di dollari. Ecco cinque nomi da tenere d’occhio.

NBA Free Agency, Marcus Smart e De’Anthony Melton: difesa e playmaking a prezzo contenuto

Marcus Smart ha chiuso la stagione regolare con 9,3 punti, 3,0 assist, 2,8 rimbalzi e 1,4 recuperi di media, tirando con il 39,5% dal campo e il 33,1% dall’arco. Numeri offensivi non esaltanti, eppure i Los Angeles Lakers gli hanno affidato 54 partite da titolare e 28,5 minuti a sera. Il motivo è semplice: la sua difesa resta d’élite, con un Defensive Estimated Plus/Minus che non scende sotto il 95° percentile da tre stagioni consecutive.

Nei playoff NBA il trentunenne ha alzato il livello: 12,9 punti, 5,1 assist e 3,5 rimbalzi in 34,5 minuti, con 50 tentativi da tre punti — terzo nella squadra per volume. Smart dovrebbe rifiutare la player option da 5,3 milioni per testare il mercato, dove difficilmente si avvicinerà alla midlevel ma potrà comunque ottenere un contratto superiore.

De’Anthony Melton, 28 anni, rappresenta un’altra opzione intrigante per chi cerca un guard bilanciato. Dopo aver giocato appena sei partite nel 2024-25 a causa della rottura del crociato, quest’anno ha messo insieme 49 presenze con Golden State chiudendo a 12,3 punti, 3,2 rimbalzi, 2,6 assist e 1,6 recuperi. Tiratore da carriera al 35,8% dall’arco, Melton è un difensore istintivo capace di coprire entrambe le posizioni di backcourt.

Il suo ruolo ideale è quello di riserva di lusso, anche per gestire un fisico fragile — i problemi cronici alla schiena non tendono a migliorare con l’età. Tuttavia, durante la stagione ha dimostrato di saper reggere anche responsabilità maggiori in cabina di regia quando le rotazioni dei Warriors si sono assottigliate per infortuni. La sua player option da 3,5 milioni verrà quasi certamente declinata: sul mercato potrebbe ottenere circa il doppio.

Wade, Shamet e Mamukelashvili: ruoli definiti, impatto reale

Dean Wade è il prototipo del giocatore complementare. Con Cleveland ha chiuso a 5,8 punti, 4,2 rimbalzi e 1,5 assist, ma il suo valore va cercato altrove: difesa versatile sul portatore di palla e tiro da tre affidabile, seppur a basso volume. Il suo tasso di utilizzo è stato il 213° su 215 giocatori con almeno 1.300 minuti disputati — praticamente un fantasma in attacco. Eppure, proprio questa capacità di non intralciare il gioco dei compagni più talentuosi lo rende prezioso in un contesto come quello dei Cavaliers, dove le responsabilità offensive ricadono su altri. Nessuno gli offrirà la midlevel piena, ma un contratto vicino ai 6,6 milioni guadagnati quest’anno è realistico.

Landry Shamet si è affermato come specialista del tiro affidabile con i New York Knicks. Durante la stagione regolare NBA ha concluso con il 39,2% dall’arco in 23 minuti di media, portando a due le annate consecutive sopra il 39%. Nei playoff la percentuale è salita addirittura al 43,5%, accompagnata da una difesa energica sul perimetro. Non è mai stato un titolare fisso in NBA e ha superato i 25 minuti di media solo una volta in carriera, ma ha dimostrato di meritare stabilmente un posto in rotazione. Il suo valore di mercato si aggira attorno alla taxpayer midlevel da 6,1 milioni, una cifra che potrebbe mettere in difficoltà i Knicks, alle prese con problemi di salary cap.

Infine, Sandro Mamukelashvili rappresenta forse l’affare più interessante del lotto per le franchigie NBA. Il centro ventisettenne dei Toronto Raptors ha chiuso con 11,2 punti, 4,9 rimbalzi, 1,9 assist e il 38,9% da tre, offrendo qualcosa di raro per un lungo: la capacità di aprire il campo e attaccare le closeout avversarie. Un dato significativo: le tre migliori formazioni ad alto utilizzo di Toronto (minimo 100 possessi) lo vedevano in campo al posto di Jakob Poeltl o Collin Murray-Boyles, e tutte producevano un attacco altamente efficace.

Tra i dieci centri in NBA con almeno 6,0 tentativi da tre e 3,0 tiri liberi tentati per 36 minuti, solo Victor Wembanyama e Bam Adebayo hanno accumulato più Win Shares totali di lui. Mamukelashvili rifiuterà quasi certamente la player option da 2,5 milioni: sul mercato può ambire a molto di più, portando un contributo offensivo concreto a qualsiasi squadra in cerca di uno stretch-five.

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