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Edwards spegne Trento e apre le porte della semifinale alla Virtus, le pagelle

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Edwards
Carsen Edwards Virtus Olidata Bologna -Dolomiti Energia Trentino Trento LBA LegaBasket Serie A Unipol 2025/26 Play Off - Quarti di Finale - Gara 5 Bologna, 26/05/2026 Foto S.Ponticelli // CIAMILLO-CASTORIA

È la Virtus a prendersi gara 5 e a staccare il pass per le semifinali LBA, imponendosi 106-95 al termine di una sfida spettacolare, intensa e rimasta in equilibrio fino a metà dell’ultimo quarto. Una partita vera, giocata a ritmi altissimi e con percentuali offensive fuori dall’ordinario per una partita di tale importanza, in cui i felsinei hanno dovuto anche inseguire, soffrire e infine ribaltare l’inerzia grazie alle giocate decisive di Edwards.

Eppure la serata sembrava poter sorridere a Trento, trascinata da uno straordinario DJ Steward: 38 punti e un irreale 7/10 dall’arco per il talento americano, autentico rebus irrisolto per la difesa virtussina. Proprio la sua uscita temporanea per 4 falli nell’ultima frazione, però, cambia completamente la partita. In quei tre minuti Trento si inceppa, non trova più il canestro e incassa un pesantissimo parziale di 9-0 che consegna definitivamente il controllo della gara alla Virtus, da lì in avanti lucida nel gestire ogni possesso senza più concedere sbandamenti.

Il primo quarto è un concentrato di energia e talento offensivo: ritmo altissimo, percentuali elevate e continui ribaltamenti di fronte. Il 28-28 con cui si chiudono i primi dieci minuti racconta perfettamente l’equilibrio di una gara che, per intensità e qualità offensiva, assomiglia poco a una classica gara 5 di playoff.

Nel secondo periodo il copione non cambia. Trento continua ad affidarsi alle invenzioni di Steward, mentre la Virtus risponde con maggiore coralità e presenza sotto canestro. I bianconeri riescono a costruirsi un piccolo margine proprio sulla sirena dell’intervallo, grazie al canestro di Diouf che vale il 58-55. Un punteggio altissimo, figlio delle difficoltà di entrambe le squadre nel contenere la transizione difensiva a questi ritmi.

La svolta sembra arrivare nel terzo quarto, quando l’attacco della Virtus si inceppa improvvisamente. Trento ne approfitta con personalità, trovando il massimo vantaggio sul +7 grazie a un tentativo di alley-oop di Jogela trasformato in tre punti e alle continue fiammate di uno Steward semplicemente incontenibile. La Virtus però resta aggrappata alla partita, sfrutta i rimbalzi offensivi e riesce a limitare i danni tornando all’ultima pausa sotto soltanto 76-79.

L’ultimo quarto è il manifesto della maturità bianconera, nel momento in cui Hackett alza i giri del motore e trascina emotivamente la Virtus. La difesa sale improvvisamente di intensità, l’energia cambia volto alla partita e i bianconeri riescono finalmente a mettere le mani sull’inerzia del match, tornando subito avanti e cambiando definitivamente marcia. Da lì in poi la Virtus prende il controllo tecnico della sfida, sospinta da un devastante Edwards, autore di 16 punti nell’ultima frazione, costringendo Trento a rincorrere senza più riuscire davvero a riaprire la gara.
Il momento chiave arriva a sette minuti dalla fine: Battle fallisce la tripla del possibile +2, Morgan cattura un rimbalzo pesantissimo e si lancia in contropiede conquistando il quarto fallo di Steward. È la sliding door del match. Senza il suo principale riferimento offensivo in campo, Trento perde fluidità, smarrisce certezze e comincia ad accumulare palle perse sanguinose. La Virtus, invece, sente l’odore del colpo decisivo e non sbaglia più nulla, punendo ogni errore fino alla sirena finale.

MVP: Edwards.

Da rivedere: Battle.

Virtus Olidata Bologna

Vildoza 5,5: Una buona prima metà di gara che trova una seconda parte totalmente opposta. E la Virtus per girare la partita trova risposte in altri lidi, rimane a sedere l’ultimo quarto.
Edwards 8,5: Mezzo voto in più per l’importanza della partita e per il momento in cui si è definitivamente acceso. Parte fortissimo al limite della perfezione, per poi presentarsi in un terzo quarto in cui la Virtus trova punti praticamente quando lui o non tocca palla o lo fa dopo almeno 15 secondi. Questo causa un corto circuito offensivo che Trento sfrutta per allungare nel punteggio. Però poi l’ultimo quarto segna 16 punti che consentono alla Virtus di scacciare i fantasmi e conquistare l’accesso alla semifinale.
Niang 8: Partita solidissima, nella quale alla consueta energia abbina anche una presenza decisiva vicino a canestro. Domina la lotta a rimbalzo, soprattutto offensiva, trasformando più volte seconde opportunità in punti pesantissimi per la Virtus: sono 7 i rimbalzi catturati, di cui ben 5 in attacco, a cui aggiunge 19 punti di enorme sostanza. Indomabile.
Baiocchi n.e.
Morgan 6,5: Per buona parte di partita è al limite del dannoso, litigando con il ferro. Trova però le giocate giuste nei momenti chiave.
Hackett 8: Gira emotivamente la partita nel momento di massima difficoltà della Virtus, alzando immediatamente il livello difensivo e trasmettendo energia a tutta la squadra. Quando prende in mano la regia, sembra dimenticarsi della carta d’identità: gestisce e legge ogni situazione da vero playmaker totale, risultando decisivo su entrambi i lati del campo.
Ferrari n.e.
Smailagic 5,5: Qualche bella iniziativa in un primo tempo positivo ma alla lunga va in difficoltà contro l’energia avversaria e si innervosisce fino a prendersi un tecnico. Sta a sedere tutto l’ultimo quarto dopo essere stato in campo proprio mentre la gara rischiava di scappare.
Diarra 7,5: Un po’ meno brillante rispetto alle prime uscite. Lotta su ogni pallone, protegge il ferro e fa sentire costantemente la propria presenza fisica, chiudendo con una preziosa doppia doppia da 10 punti e 10 rimbalzi.
Dos Santos 5: Resta in campo appena cinque minuti nel primo quarto, senza riuscire a lasciare il segno né a trovare ritmo dentro la partita. Un impatto troppo leggero che convince lo staff a non riproporlo nel resto della gara.
Diouf 5: Anche in questa gara 5 fatica, in linea con quanto visto per tutta la serie. Non riesce mai a incidere e, rispetto alla presenza e all’energia garantite da Diarra, la squadra sembra perdere consistenza quando è in campo.

Akele 6: Pochi minuti in cui il compito è semplice: non forzare nulla, dare solidità e difendere. Esegue il copione con ordine, senza sbavature.

Coach Jakovljevic 7,5: Oggi trova le soluzioni giuste nei momenti di difficoltà, accorcia le rotazioni, propone una zona che manda in confusione l’attacco trentino e cambia l’inerzia. Nel finale in volata, trova il quintetto giusto per tenere insieme equilibrio e qualità, guidando la squadra verso la vittoria.

Dolomiti Energia Trentino

Steward 9: Impossibile dare di meno al giocatore che per tutta la partita tiene in piedi le speranze di Trento. Firma una prestazione al limite dell’irreale: 38 punti con un 11/15 dal campo, un’efficienza clamorosa in una gara in cui sembra non sbagliare praticamente nulla e dove trasforma ogni possesso in una minaccia concreta.

Jones 5: Fatica parecchio tra palle perse ed errori al tiro. Gioca principalmente nella prima metà di gara. Gioca soprattutto nella prima metà di gara, ma con il passare dei minuti, Cancellieri capisce che è meglio cercare soluzioni altrove, riducendo progressivamente il suo utilizzo nel resto della sfida.

Niang 5,5: Prova a mettere in campo la consueta energia, ma finisce per incidere forse più in negativo, caricandosi di falli e commettendo alcune ingenuità che ne limitano fortemente l’impatto sulla partita.

Jogela 5,5:Un buon terzo quarto in una partita in cui, però, nel complesso riesce a incidere meno del solito. Dopo un momento positivo nel cuore del match, il finale si complica: perde alcuni palloni davvero sanguinosi e non riesce a trovare le solite triple chirurgiche che spesso ne accendono le serate.

Forray 5,5: Prova a mettere in campo la sua esperienza per dare ordine e solidità alla squadra, ma finisce più che altro per caricarsi di falli e innervosirsi fino a prendersi un tecnico.

Airhienbuwa n.e.

Mawugbe 6,5: Dà solidità al reparto e alla squadra con una prestazione ordinata ed energica, fatta di presenza costante e lavoro sporco, senza però particolari acuti.

Aldridge 7,5: Trova la miglior partita nel momento più importante della serie, calandosi perfettamente nel ruolo del “Robin” ideale al fianco di uno straordinario Steward-Batman. È lucido e intelligente nello sfruttare i numerosi mismatch, facendo valere il fisico e i chili in più sotto canestro. Una prestazione di grande concretezza, decisiva per l’equilibrio offensivo della squadra.

Jakimovski 5: Partita impalpabile, in cui fatica a lasciare qualsiasi tipo di traccia sul match, restando ai margini del gioco.

Bayehe 5: Partita in cui subisce l’energia generale del match e fatica a reggere l’impatto fisico sotto canestro. In entrambe le metà campo non riesce a farsi trovare pronto con continuità, venendo meno proprio in quella solidità interna che la squadra avrebbe cercato da lui.

Hassan n.e. .

Battle 4: Manca totalmente in gara 5, riproponendo la versione opaca vista in gara 1 più che quella brillante della seconda sfida. Chiude con un pesantissimo 1/10 dal campo e non riesce mai davvero a entrare nel vivo del gioco, finendo spesso per forzare conclusioni nel tentativo di accendersi. Evanescente, proprio nel momento in cui alla squadra servivano presenza, lucidità e continuità.

Coach Cancellieri 6: La squadra approccia la partita nel migliore dei modi, con energia e ritmo, ma si trova davanti avversari altrettanto ispirati al tiro, capaci di rispondere colpo su colpo. Prova ad affidarsi a Jones, senza però trovare le risposte necessarie per dare un adeguato supporto alla serata fantastica di Steward.

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