All’Eurocamp di Treviso, alla sua terza partecipazione consecutiva alla vetrina organizzata da Adidas, David Torresani guarda già oltre. Il playmaker classe 2005, cresciuto per sette anni nel settore giovanile della Tvb, è pronto a volare a San Diego per iniziare la sua avventura alla San Diego State University, in NCAA.
Il momento, secondo lui, non potrebbe essere più giusto. L’anno scorso i contatti con alcune università americane c’erano già stati, ma la scelta di restare si è rivelata quella giusta, come ha dichiarato in un’intervista a Il Gazzettino.
«Già l’anno scorso avevo una voglia di partire. C’erano stati contatti con alcune università, poi per diversi fattori tra i quali l’arrivo di coach Alessandro Rossi a Treviso ho preferito rimandare la partenza. È andata meglio così perché mi è stato dato parecchio spazio e ho accumulato più esperienza. Questo mi aiuterà nel salto che mi appresto a fare. Direi che ora la tempistica è perfetta di fronte alla proposta molto buona che mi è stata fatta.»
A Treviso Torresani ha trascorso sette anni, e il bilancio che ne fa è netto: «Come giocatore e persona mi ha dato tantissimo. Mi porterò dietro tutto quello che ho imparato dentro e fuori dal campo, le persone, la città.» Ora, però, è tempo di un nuovo capitolo.
Crescita tecnica e obiettivi NCAA
All’Eurocamp, alla sua 19ª edizione, Torresani si presenta con la consapevolezza di chi ha lavorato su aspetti precisi del proprio gioco. La continuità al tiro e la lettura delle situazioni di gioco sono le aree su cui sente di aver fatto progressi concreti, anche se non si accontenta.
«Ho acquisito costanza al tiro in percentuali, penso lo abbiano certificato. Ma è un fondamentale sul quale devo continuare a lavorare ancora tantissimo. Inoltre penso di avere fatto passi in avanti nella lettura del gioco.»
In squadra all’Eurocamp ritrova Teo Airhienbuwa, ala di Trento con cui ha condiviso la vittoria dell’oro europeo U20: un punto di riferimento in un contesto competitivo. Davanti a lui ci sono tre partite che definisce «toste», ma l’approccio è quello di chi non si pone traguardi rigidi.
«Non ho un reale obiettivo. Il college ti dà tanta esperienza, a livello individuale e fisico. Ma può succedere di tutto, andare benissimo e fare il salto in NBA oppure male. Comunque vada, avrò acquisito un modo nuovo di vedere il basket. Il lavoro individuale che si fa negli USA è completamente diverso. Un salto di qualità.»
Dietologo e Nazionale: i progetti fuori dal campo
Torresani ha le idee chiare anche sul percorso di studi che lo aspetta. La scelta si è orientata su food e nutrizione, con l’obiettivo di diventare dietologo una volta terminata la carriera da giocatore. Un piano concreto, non un ripiego.
Il legame con la maglia azzurra resta vivo: già a ottobre aveva partecipato a un mini raduno con i giovani prospetti, e in estate spera di essere ancora coinvolto.
Infine, uno sguardo alla Tvb che verrà. Torresani è convinto che ripartire dal gruppo che ha centrato la salvezza sia la strada giusta, e cita le conferme di Cappelletti e Macura come segnali positivi. Ai giovani che si avvicinano al basket lascia un consiglio diretto: ascoltare chi ha esperienza, a partire dal proprio procuratore, e scegliere la strada migliore, non quella più comoda nell’immediato.
