Una scelta silenziosa ma significativa, che è riuscita a portare un anello nella “Grande Mela” dopo 53 anni. Jalen Brunson, Finals MVP delle Finals 2026, non ha solo rinunciato a dei soldi nell’estate del 2024, ha gettato le fondamenta per la vittoria del titolo. Non tutti i giocatori nello sport moderno avrebbero preso un taglio di stipendio, sacrificando status e benessere, per conquistare il pinnacolo del basket mondiale. Ci sono giocatori che nella loro carriera non arrivano a giocare le Finals come protagonisti, seguendo piuttosto il denaro per tutta la loro carriera. Prendiamo come esempio James Harden, un giocatore dal grandissimo talento con una sola partecipazione alle Finals (2012 con Oklahoma City) ma che non ha mai sacrificato il suo benessere per provare a vincere. Lo stiamo vedendo ultimamente, con la scelta di andare a Cleveland lasciando il progetto Clippers. Jalen Brunson, d’altro canto, non ha mai voluto altro che essere un vincente: ma nei dettagli, cosa ha fatto il capitano dei Knicks?
JALEN BRUNSON E IL TAGLIO SALARIALE: IL CROCEVIA PER LA COSTRUZIONE DEL ROSTER
Arrivato a New York, Brunson si portava dietro una storia molto interessante. Prima l’esperienza al college con Villanova, in cui ha vinto 2 titoli nazionali accompagnato dagli stessi compagni con cui ha conquistato l’anello, le incertezze sulla sua statura e fisicità erano molteplici. Verrà poi scelto dai Mavericks con la 33esima scelta nel 2018, ma nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere Jalen Brunson ai livelli di oggi. Arrivato in Texas insieme a Luka Doncic, i minuti per lui erano limitati, ma ha sfruttato le occasioni a lui concesse. Proprio lo sloveno, in una comparsa nel podcast di J.J Redick, ha parlato di come i playoff 2022 siano stati la consacrazione del talento di Jalen Brunson. Quando Doncic si infortunò nella serie contro gli Utah Jazz di Mitchell e Gobert, Brunson mise a segno 41 punti e 8 rimbalzi per pareggiare la serie sull’1-1.
Tutto questo porta alla firma con i New York Knicks, squadra in cui ha giocato suo padre Rick e dove tutt’ora è assistente allenatore. Proprio i contatti di suo padre hanno favorito l’attuale capitano dei Knicks a firmare, in un contesto dove poteva essere la star di una squadra senza rimanere nell’ombra di Doncic. Nel 2024, anno in cui il numero 11 dei Knicks si era già affermato come uno dei migliori talenti della lega, Brunson firma un contratto di 4 anni dal valore di 156 milioni di dollari, senza aspettare il 2025 in cui avrebbe avuto diritto ad un’estensione di 5 anni a 269 milioni. Il motivo di questa scelta è molto semplice, e coinvolge le regole di “Salary Cap” e “Second Apron”. Grazie al suo “paycut” i Knicks sono riusciti ad estendere e ingaggiare giocatori fondamentali nella loro corsa al titolo, come OG Anunoby, Mikal Bridges e Karl-Anthony Towns.
LA RINASCITA DEI NEW YORK KNICKS
Gli ingaggi da parte di New York, hanno fatto sì che il sistema ruotasse intorno a Brunson. Giocatori specializzati in vari compiti, abbiamo visto in questi playoff come Anunoby sia -con ogni probabilità- il miglior two-way player della lega, Karl-Anthony Towns è emerso come point center, mentre Hart è il cuore pulsante della difesa. Ogni tassello ha permesso a Brunson di trovare il suo spazio, con la società che ha ripagato a pieno quei 113$ milioni lasciati sul tavolo nel 2024 costruendo un roster completo. Anche la panchina ha giocatori di spessore, come Shamet, Mitchell Robinson, Mcbride, che danno un contributo fondamentale. Proprio parlando di Landry Shamet, abbiamo visto nella serie contro Cleveland il suo 11/12 dalla lunga distanza e la sua importanza dalla panchina. Dati come “underdogs” durante tutta la durata dei playoff, i Knicks si sono dimostrati come una delle migliori squadre di sempre per solidità, compattezza e stile di gioco, perdendo solamente 3 partite nella corsa verso il titolo.
TUTTO CIO’ RENDE JALEN BRUNSON IL MIGLIOR KNICKERBOCKER DI SEMPRE?
E’ il momento di avere delle discussioni su Jalen Brunson e il suo posizionamento nella lista all-time di coloro che hanno indossato la canotta dei New York Knicks, e non solo. Quello che ha fatto Brunson, non solo sul campo, ha fatto sì che la città che non dorme mai, ma che ha sempre sognato, tornasse in cima alla vetta. 53 anni di lunga attesa sono terminati, e Brunson è stato l’indiscusso protagonista, con 45 punti in gara 5 delle Finals. In molti lo hanno già proclamato come miglior Knick di sempre, ponendolo più alto in classifica di Walt “Clyde” Frazier, che ha conquistato due anelli nel 1970 e 1973. Il futuro ci dirà sicuramente di più sulla sua reputazione, ma l’attuale “Re di New York” è sulla buona strada per diventare il migliore di sempre a vestire la canotta blu-arancio.
