Domani Massimo Zanetti terrà una conferenza stampa e le attese sono alte. Il presidente della Virtus Bologna dovrà affrontare un tema che tiene banco da settimane: la proposta di EuroLeague per diventare franchigia permanente.
Sul tavolo c’è un’offerta da 50 milioni di euro, rateizzabili in dieci anni. Una cifra che, nell’immediato, andrebbe a beneficio delle 13 società già presenti nel circuito, ampliando ulteriormente il divario tra i club più ricchi e il resto del panorama europeo. Nel medio-lungo periodo, però, l’ingresso nel gruppo dei permanenti porterebbe con sé vantaggi concreti: partecipazione agli utili e una stabilità strutturale che potrebbe risultare attrattiva per sponsor e nuovi soci — proprio la figura che Zanetti sta cercando da tempo.
Sullo sfondo rimane aperto il capitolo NBA Europe: per ora silenzioso, ma con il potenziale di ridisegnare completamente gli equilibri del basket continentale nei prossimi anni. Una variabile che rende la decisione ancora più complessa.
Mercato: certezze e nodi aperti
Mentre si ragiona sul futuro istituzionale, la Virtus lavora anche alla costruzione del roster 2026-27. Con Alex Mumbrù già ufficializzato come nuovo allenatore — domani assente perché impegnato con la Germania — la società ha già definito alcune pedine: cinque giocatori confermati e quattro nuovi arrivi.
Restano però situazioni da risolvere, in particolare quelle legate a Vildoza e Jallow. Con Morgan che sembra orientato verso l’Aris Salonicco, potrebbe tornare d’attualità il profilo di DJ Steward, protagonista di una stagione di alto livello a Trento.
