Home Lega Basket Luka Dončić sposa il progetto Roma SPQR: «Voglio vincere anche qui»

Luka Dončić sposa il progetto Roma SPQR: «Voglio vincere anche qui»

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Luka Doncic
Credits Ciamillo-Castoria

Luka Dončić è arrivato a Roma e la città lo ha già adottato. I ragazzi in giro per i quartieri indossano la sua maglia numero 77, quella dei Dallas Mavericks (e non dei Lakers), e lui non lo dà per scontato, come ha dichiarato nel corso di una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

“Vedere dei ragazzi indossare la mia maglia è qualcosa che non darò mai per scontato. Mi ricordo quando avevo la loro età e facevo lo stesso con i giocatori che ammiravo. È anche un monito a giocare nel modo giusto, perché i bambini mi guardano.”

Il legame con la Capitale non nasce oggi. Dončić aveva tredici anni quando, con l’Olimpija Lubiana, lasciò la Slovenia per una delle prime volte. La destinazione era proprio Roma, per un torneo al Lido di Ostia in cui segnò 54 punti. Un’esperienza che, a suo dire, segnò una svolta nella sua carriera:

“Avevo 13 anni, fu una delle prime volte in cui, con la mia squadra dell’Olimpija Lubiana, uscii dalla Slovenia. Dopo quell’esperienza, la mia carriera ebbe una svolta. Tornare ora, in questo modo, è come chiudere un cerchio.”

Doncic tra Basketball Club Roma SPQR e il sogno della NBA Europe

Dončić è ora coinvolto nel progetto del Basketball Club Roma SPQR, la società che ha come obiettivo finale l’ingresso nel torneo NBA Europe. L’idea di possedere una squadra in Europa è qualcosa che inseguiva da tempo, essendo cresciuto nel basket del Vecchio Continente. Quando Donnie Nelson gli ha presentato l’opportunità, la risposta è stata immediata: un sì senza esitazioni.

Sul mercato e sui nomi che potrebbero arrivare, lo sloveno preferisce non sbilanciarsi, ma lancia un messaggio chiaro ai tifosi romani:

“Lo so che c’è curiosità sui nomi, ma ci sono molte cose in cantiere e non voglio anticipare nulla. Posso promettere ai romani che rimarranno entusiasti di ciò che abbiamo in programma. In tutto ciò che faccio, voglio vincere: è sempre il mio obiettivo, sarà così anche a Roma.”

Sul rapporto tra NBA ed Eurolega — due mondi che in prospettiva potrebbero incrociarsi proprio con l’espansione europea della lega americana — il fuoriclasse esprime una posizione equilibrata, apprezzando entrambe le realtà e auspicando che trovino un terreno comune:

“Sono felice del fatto che la NBA voglia arrivare in Europa. Allo stesso tempo adoro l’Eurolega: la seguo e ci ho giocato. C’è qualcosa di speciale nella cultura dei tifosi in Europa. Spero che le due leghe riescano a trovare un modo per collaborare.”

Stay in Play: 77 ragazzi, tre anni, un impegno concreto

Parallelamente alla squadra, Dončić ha lanciato Stay in Play, il programma della sua fondazione che coinvolge l’Italia. Il progetto ha una durata triennale e supporterà 77 ragazzi — numero scelto non a caso, essendo quello sulla sua canotta — meritevoli e provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di abbattere le barriere economiche che troppo spesso costringono i giovani ad abbandonare lo sport.

Il campione dei Mavericks andrà di persona al playground di San Lorenzo per stare vicino ai ragazzi coinvolti nell’iniziativa. Il tema gli è particolarmente caro e lo ricollega alla propria storia personale:

“Quando ero a Lubiana, volevo solo giocare a basket: era il mio rifugio.”

Durante il soggiorno romano, Doncic si allenerà all’Acqua Acetosa e incontrerà il numero uno della FIP, Gianni Petrucci. Nel frattempo, ha già dichiarato di essere pronto a esplorare la cucina italiana in ogni sua forma — “mangio pasta di qualsiasi tipo e cucinata in qualsiasi modo” — e di seguire il calcio con passione, con il Real Madrid sempre nel cuore, anche se il fuso orario del Mondiale gli complica un po’ la vita.

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