Home FIBA World Cup Italbasket, Ramondino e la sfida all’Islanda: “Lavoro e fatica non ci spaventano”

Italbasket, Ramondino e la sfida all’Islanda: “Lavoro e fatica non ci spaventano”

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Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

Il viaggio dell’Italbasket racconta di un brusco salto termico: dal caldo torrido di Roma, lasciato in mattinata da Fiumicino, al clima decisamente più freddo ma accogliente di Reykjavik. È questo il percorso dei ragazzi della Nazionale in vista del match contro l’Islanda, in programma alle 19:45 locali (le 21:45 in Italia, con diretta su Sky Sport Basket), valido come prima tappa della terza “finestra” di qualificazione al Mondiale 2027. Una sfida che porta con sé una novità assoluta in panchina: a causa di improvvisi problemi di famiglia che hanno fermato il CT Luca Banchi, l’esordio da capo allenatore della Nazionale maggiore toccherà a Marco Ramondino.

Il tecnico non nasconde l’emozione e la complessità del momento, ammettendo che “non avrei mai voluto vivere una circostanza del genere. Il mio ruolo, in questo staff, è quello di assistente di Luca, un allenatore con una esperienza internazionale di grandissimo livello”.

Nonostante l’assenza di coach Luca Banchi, Ramondino si dice pronto a raccogliere il testimone con grande umiltà: “Ora sono chiamato a sostituirlo e cercherò di farlo nel miglior modo possibile. Con Vertemati, Squarcina e Fois ho accanto a me gente che mi aiuterà a fare meno danni possibili. Il lavoro è quello avviato da Banchi e che passo dopo passo ci sta regalando un’identità sempre più chiara. Non devo scimmiottare Luca, ma essere me stesso”.

All’interno dello staff azzurro c’è spazio anche per un po’ di sana goliardia, utile a stemperare la tensione della vigilia. Tra gli assistenti spicca infatti un fresco vincitore dell’anello NBA con i New York Knicks, affettuosamente ribattezzato “Riki”: “Che gran risultato quello ottenuto da Riki con New York. Ma ora gli abbiamo fatto capire che è tornato in Italia. Lo stiamo facendo mettendolo un po’ in mezzo” scherza il coach, definendolo “la vittima predestinata dei nostri scherzi e delle nostre battute”.

Italbasket. un gruppo unito tra difesa e ricambio generazionale

Come scrive Il Corriere dello Sport, l’avvicinamento alla sfida in Islanda è stato scandito dai buoni segnali arrivati dalle ultime uscite stagionali. Per Ramondino, “vincere fa sempre bene e ci prendiamo i risultati ottenuti contro la Croazia e la Slovenia per metterli nell’archivio storico dell’Italbasket”. C’è grande soddisfazione per l’attitudine mostrata dal gruppo in una fase dell’anno tutt’altro che semplice:

“Siamo contenti di come i ragazzi stanno interpretando questa ultima fase degli impegni della loro stagione, che è stata lunghissima e dura. Tra campionato e coppe sono stati spremuti al massimo, eppure sono arrivati in ritiro con la giusta mentalità. È una grande dote di questo gruppo, non certo omogeneo ma che sta affrontando al meglio il suo percorso di stabilizzazione sì, ma anche di ringiovanimento”.

Nonostante l’Italbasket abbia mostrato finora ottime trame offensive, il coach preferisce spostare l’attenzione sulla solidità del pacchetto arretrato, convinto che le fortune della squadra nascano proprio nella propria metà campo:

“Quello che si ottiene nella metà campo offensiva spesso nasce dall’intensità che si mette in difesa. Noi abbiamo, nel rompere i giochi degli avversari, delle cose da migliorare” analizza Ramondino. Il segreto, però, sta nell’entusiasmo dei singoli: “Ognuno di questi giocatori ha un percorso, una identità tecnica tracciata con il proprio club. Qui ora lavorano tutti in una direzione, sgobbano con il sorriso sulle labbra. E se si vince facendo anche divertire, ancora meglio”.

Ramondino: l’ostacolo Islanda e lo sguardo al futuro

L’avversario di domani, tuttavia, non permette cali di concentrazione. L’Islanda viene descritta come una formazione solida e con un’identità ben precisa, che può contare sulla chimica di un blocco di una decina di atleti che giocano insieme da anni:

“Anni addietro sarebbe stata una passeggiata verso il fresco” ricorda ironicamente coach Ramondino, “ora andremo ad affrontare una squadra che a noi ha fatto male, sconfiggendoci a Tortona nella prima partita di qualificazione ai Mondiali”. Il pericolo numero uno risponde al nome di Hlinason, un elemento capace di spostare gli equilibri: “Puntano sulla sua grande fisicità. Per i nostri lunghi ci sarà da lavorare. E gli esterni dovranno fare attenzione perché lui sa giocare per aprire il campo per i tiratori”.

La partita di Reykjavik rappresenta un tassello fondamentale in quel processo di costruzione della nuova Italbasket che lo staff tecnico porta avanti da tempo. Un ricambio che Ramondino definisce ragionato e non legato a contingenze del momento:

“Non è stato iniziato il processo di svecchiamento per una emergenza improvvisa, ma valutando il percorso e l’inserimento dei più giovani accanto a chi ha un po’ più d’esperienza”. Gli esempi, in questo senso, non mancano: Ferrari inizia quasi a essere… un veterano. E ci saranno i muscoli di Emejuru accanto a quelli di Tessitori. Credo che il futuro tracciato sia quello che ci regalerà grandi soddisfazioni”. L’obiettivo immediato, però, resta solo uno: “Ora concentriamoci sull’Islanda per provare a portare a casa una vittoria che serva nel nostro cammino verso i Mondiali”.

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