Abbiamo intervistato coach Alessandro Rossi nel post-gara della sconfitta per 59-84 della sua Italia contro Israele, nel quarto di finale del tabellone dal 9° al 16° posto di questa edizione dell’Eurobasket Under 20.
Coach, le chiedo un suo commento su questa pesante sconfitta e sulla prestazione della sua squadra.
“C’è poco da dire, in questo momento l’unica cosa che possiamo fare è rimboccarci le maniche cancellando quello che è successo stasera. Purtroppo i valori in questo momento dicono che non siamo in grado di essere competitivi, nelle ultime due partite non ci siamo minimamente riusciti. Bisogna resettare perché dopodomani abbiamo una partita da dentro e fuori e non possiamo soffermarci per più di 24 ore su ciò che è successo, dobbiamo solo analizzarlo e cercare di reagire.
In vista di una gara decisiva per evitare la retrocessione, quanto la preoccupa la poca durezza mentale che il gruppo ha dimostrato finora?
“È ovvio che ci sia della preoccupazione perché le cose non stanno andando come tutti avremmo sperato, ma c’è sembrata subito abbastanza chiara la direzione che stava prendendo il nostro Europeo. Quindi adesso dobbiamo accettare le difficoltà, capire la situazione e compattarci per cercare di venirne fuori tutti assieme. Sicuramente la soluzione non è quella di cercare colpevoli, né tra di noi né al di fuori, ma quella di restare uniti e cercare di dare una risposta in queste ultime due partite.
Si parla tanto in quest’ultimo periodo di giocatori che prendono fiducia in difesa a partire dall’attacco e non viceversa, riconosce questa caratteristica all’interno della sua squadra?
”Quando hai delle difficoltà offensive così marcate, che non riguardano la singola partita ma un po’ tutto il percorso, vuol dire che evidentemente come squadra hai dei deficit in termini strutturali. È chiaro che il non riuscire a fare molto canestro non ci dà una mano, l’unica cosa che possiamo fare è aggrapparci alle cose che abbiamo dimostrato di saper fare abbastanza bene, come quella del difendere. Se difendiamo come siamo in grado di fare, poi possiamo andare in attacco con un po’ più serenità. Non è una situazione facile anche perché molti dei nostri ragazzi sono in una condizione fisica non ottimale, con una serie di piccoli problemi che chiaramente non aiutano la loro performance. L’unica cosa che possiamo fare come gruppo è rimanere uniti e ripartire dal fare le cose basilari come prendere i rimbalzi, cercando in generale di limitare gli errori e di essere più duri.”
