Russell Westbrook: rifiutata l’offerta degli Wizards prima del ritiro

Quando la scorsa settimana Russell Westbrook ha annunciato il suo ritiro dal basket giocato, la decisione non è arrivata per mancanza di offerte in vista della nuova stagione, come riporta Marc Stein tramite la propria newsletter su Substack.

Fonti della lega confermano infatti che i Washington Wizards avevano presentato un’offerta biennale per riportare la trentasettenne guardia nella capitale. Westbrook ha tuttavia interrotto le trattative, spinto da perplessità sulle cifre dell’ingaggio o sul tipo di impiego previsto all’interno delle rotazioni.

Westbrook: i motivi del no a Washington e lo scenario con i Kings

Nel roster dei Wizards, l’ex MVP avrebbe quasi certamente coperto il ruolo di riserva. Nel gennaio precedente, la franchigia aveva infatti acquisito Trae Young dagli Atlanta Hawks, blindandolo poi durante l’estate con un prolungamento quadriennale da 212,8 milioni di dollari. Senza garanzie sul posto da titolare e di fronte alla prospettiva di un minutaggio ridotto in un reparto guardie ricco di giovani, il giocatore ha preferito non tornare nel club con cui aveva disputato la stagione 2020/21.

Sullo sfondo restava anche l’interesse dei Sacramento Kings, disposti a rinnovare il giocatore dopo il rendimento mostrato nell’ultima annata. Anche in questo caso, tuttavia, l’ex OKC non è parso entusiasta di un ruolo incentrato sulla chioccia al giovane Darius Acuff Jr., scelta del primo giro al Draft.

Nell’ultima stagione della sua carriera diciottennale in NBA, Westbrook si era ritagliato uno spazio da protagonista a Sacramento: partito inizialmente con un contratto al minimo salariale da riserva, ha conquistato 58 partenze da titolare su 64 gare, chiudendo con 15,2 punti, 5,2 rimbalzi e 6,7 assist di media a partita.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.