La notizia era nell’aria da settimane tra voci e indiscrezioni negli ambienti del basket udinese, ma l’APU Udine ha scelto di ufficializzare l’addio di Mirza Alibegovic con una nota ufficiale dal tono decisamente singolare:
«Un contratto può legare un giocatore a un club, ma non può e non deve trattenerne il cuore»
Così la società bianconera ha salutato il proprio capitano, spiegando che per l’atleta era giunto il momento di seguire nuove motivazioni personali. Parole che sono suonate come un tentativo di addolcire un addio che, nei fatti, ha avuto ben altra dinamica.
Alibegovic-Udine: la cronistoria della rottura tra delusioni e indennizzo
La spaccatura si era manifestata apertamente, come scrive il Messaggero Veneto, durante la presentazione del nuovo General Manager Andrea Conti, di fronte al presidente Pedone. In quell’occasione Alibegovic aveva espresso la volontà di cambiare aria per mancanza di stimoli, smentendo di fatto la precedente promessa di lasciare Udine solo di fronte a una chiamata di livello Eurolega.
Il club aveva impostato la programmazione futura anche attorno alla figura della guardia, forte di un accordo triennale sottoscritto con l’intenzione iniziale di chiudere la carriera in bianconero. Tuttavia, la conformazione del nuovo roster allestito dalla dirigenza ha deluso le aspettative del giocatore, accelerando il processo di separazione. Sullo sfondo è rimasto vigile l’interesse di Paul Matiasic, ex patron di Trieste, mentre il presidente Pedone ha preteso il pagamento di un indennizzo economico per liberare l’atleta dal vincolo contrattuale.
L’eredità tecnica e le criticità comunicative
Il contributo fornito da Alibegovic nei tre anni in Friuli resta tangibile: l’esterno trentaquattrenne è stato il perno primario per la promozione nella massima serie e per la successiva salvezza tranquilla ottenuta sul campo.
A fronte di questo percorso, la gestione mediatica dell’addio ha generato diverse perplessità. L’atleta ha affidato il proprio saluto a un lungo messaggio su Instagram per ribadire l’affetto verso la piazza, ma la combinazione tra le esternazioni social e il testo del comunicato societario ha reso la chiusura del rapporto meno lineare del previsto, lasciando un velo di incompiutezza su un ciclo vincente.
