Il general manager della Pallacanestro Cantù, Simone Giofrè, non nasconde l’emozione per il primo giorno di allenamenti nel pavillon della nascente Cantù Arena. Definendo la nuova struttura un vero e proprio “gioiello”, il dirigente sottolinea come l’ingresso in questa nuova casa permanente rappresenti il traguardo di progetti iniziati decenni fa, un motivo di immensa soddisfazione e di orgoglio per tutto l’ambiente brianzolo.
Archiviate le emozioni per l’impianto, Giofrè ha fatto il punto sulla costruzione del nuovo roster, spiegando chiaramente come la ricerca di giocatori già ampiamente testati in Serie A e in Europa sia stata un input tecnico preciso dell’allenatore. Una scelta obbligata, dettata dalla necessità di non farsi trovare impreparati di fronte a un campionato di LBA il cui livello si è alzato vertiginosamente. Con l’ingresso di nuove corazzate, infatti, Cantù non può permettersi un approccio sprovveduto o “all’arrembaggio”, ma necessita di leadership e solidità.
Inoltre, come scritto dal Giornale di Cantù, per competere al meglio lo staff ha puntato forte anche sulla versatilità: almeno sette giocatori del roster sono in grado di ricoprire due ruoli in campo, garantendo al tempo stesso una spiccata e fondamentale propensione difensiva. In chiusura, il GM ha voluto chiarire anche la posizione di Pietro Aradori, che si sta allenando con la squadra in questi giorni. L’esperto giocatore è attualmente free agent e ha chiesto ospitalità per tenersi in forma: la società ha aperto volentieri le porte a un professionista serio e a un amico, con il sincero augurio che possa trovare al più presto una nuova e definitiva sistemazione.
