Tortona ha svelato la sua nuova identità visiva scegliendo, non a caso, la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Tortona. Una cornice istituzionale che dice già tutto sul tipo di legame che il club vuole raccontare: non una squadra che abita una città, ma una realtà che con quella città condivide radici, simboli e ambizioni.
Il progetto grafico porta la firma del designer Andrea Perato, con le animazioni digitali del motion reveal curate da Michele Panzeri di In The Middle e la tipografia originale — battezzata Derthona Display — sviluppata dallo studio Esc Design. L’architettura visiva si regge su tre elementi del patrimonio tortonese: il Leone, la Rosa civica e il carattere tipografico proprietario. Alla palette storica di Nero e Bianco si aggiunge ora il Rosso Tortona.
C’è anche un elemento grafico chiamato “The Curve”, che intreccia simbolicamente la traiettoria del pallone da basket, il calore della curva del tifo, le colline del territorio e le volte architettoniche disegnate da Pier Luigi Nervi per i Magazzini del Sale. Un segno che vuole tenere insieme storia locale e proiezione europea.
Tortona, dal palazzo municipale all’Eurocup: settant’anni in un logo
La stessa sala in cui è stata presentata la nuova identità visiva fu teatro, anni fa, dell’intesa con il marchio Bertram e la famiglia Gavio. Un dettaglio che il presidente Marco Picchi non ha lasciato passare inosservato, come ha dichiarato a Il Piccolo nell’edizione alessandrina:
«In quell’occasione una partnership solida ci sembrava soltanto il modo migliore per disputare un altro campionato di Serie A2, che allora pareva il traguardo massimo ipotizzabile.»
Picchi ha intrecciato il legame con il territorio fin dall’estate del 2017. Nove anni dopo, il quadro è radicalmente diverso: licenza quinquennale per l’EuroCup, ritorno alla Nova Arena e una Cittadella dello Sport che parla da sola:
«Viviamo una fase storica in cui il basket professionistico vede l’ingresso di fondi d’investimento esteri e club che rischiano di traslocare da un centro all’altro. Se tolgo i panni del dirigente e indosso la sciarpa da tifoso, sento un moto di fierezza ancora più profondo. Nessuno può conoscere in anticipo quante partite vinceremo sul parquet, ma posso garantire che il Derthona era, e resterà la squadra di Tortona e di questo territorio.»
La voce del sindaco
Il sindaco Federico Chiodi, che nel 2019 si era insediato con la squadra ancora in Serie A2 e con le partite disputate lontano da casa, ha sottolineato la portata della trasformazione avvenuta:
«Tortona non è semplicemente una squadra che gioca qui: è nata a Tortona nel 1955 ed è cresciuta con la città per settant’anni. Oggi è in Serie A, si confronta in Europa e gioca a casa, nella Nova Arena, richiamando migliaia di persone.»
Una crescita che la nuova identità visiva prova a sintetizzare in forme e colori. Come recita uno dei concetti alla base del progetto: «La storia del basket a Tortona non è chiusa in una bacheca statica, ma è il motore di tutto.»




