La scelta di Nico Mannion di firmare con il BC Roma è stata dettata profondamente dal cuore e dalle sue radici familiari. La madre Gaia e la nonna Patrizia sono infatti originarie della zona tra Palocco e Ostia. In un’intervista al Corriere dello Sport, il playmaker azzurro ha ricordato con grande affetto le estati della sua infanzia e adolescenza, trascorse dai tre fino ai sedici anni a giocare a basket nei campetti all’aperto del litorale romano, arrivando persino a credere da bambino che il dialetto locale fosse l’italiano standard:
“Poter contare sul supporto ravvicinato della propria famiglia mi rende estremamente felice”.
Dopo il debutto in NBA con i Golden State Warriors nel 2020, e le successive esperienze europee con Virtus Bologna, Baskonia e Olimpia Milano, culminate con la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo, Mannion è ora pronto per questa nuova avventura nella Capitale. Per convincerlo ad accettare l’offerta è stata sufficiente una singola, ma intensa, telefonata con Donnie Nelson e Luka Doncic, i quali gli hanno illustrato un progetto di cui si è fidato ciecamente fin da subito:
“Mi sono subito fidato di Donnie e Luka. Il livello del campionato si è alzato parecchio, ma il nostro roster mi piace. Ci sono giocatori che non hanno mai giocato in Europa, ma abbiamo molto talento che dovremmo esser bravi ad amalgamare”
Grandi parole di elogio anche per il centro azzurro Giovanni Emejuru; tra i due si è già creata un’ottima chimica, confermando l’importanza cruciale di avere uno zoccolo duro di giocatori italiani per aiutare i nuovi arrivati a comprendere il campionato:
“Giovanni è un bravissimo ragazzo che lavora sodo. Ha tanta fame e vuole crescere”
Infine, Mannion non ha mostrato alcun timore reverenziale di fronte alle pressioni, sottolineando come prendersi delle responsabilità sia un aspetto naturale per lui:
“Non mi pesa prendermi responsabilità, è uno dei compiti che deve prendersi un professionista. Dovremo però pensare a noi sapendo che affronteremo squadre di alto livello”
La sua ambizione più grande è quella di coinvolgere ed entusiasmare l’intera città. Rappresentare Roma portandone il nome sul petto:
“Giocare per una squadra è sempre un onore, a maggior ragione se ho sul petto lo stemma di Roma. Darà tutto me stesso”





