Il torneo intitolato a Pavlos Giannakopoulos, disputato ad Atene, ha regalato una finale tutt’altro che scontata tra Panathinaikos e PAOK, con i padroni di casa che si sono imposti 87-81 (19-21, 24-20, 18-19, 26-21) solo dopo un finale al cardiopalma.
La squadra di Željko Obradović ha dovuto faticare molto più del previsto per portare a casa il trofeo. Il PAOK, guidato da Andrea Trinchieri, si è presentato in finale forte di sette vittorie consecutive in preseason e ha giocato alla pari per quasi tutta la partita, dimostrando che i risultati ottenuti nella fase di preparazione non sono stati casuali.
La partita: il PAOK parte forte, il Panathinaikos risponde con gli ex bianconeri
Il PAOK ha aperto con un parziale di 6-0, costringendo Obradović a chiamare timeout dopo nemmeno due minuti. Gli ospiti sono arrivati addirittura sul 15-7, mettendo in seria difficoltà i Verdi. La svolta è arrivata con i cambi: l’ingresso di Sylvain Francisco, Brancou Badio, Isaac Bonga e Matias Lessort ha cambiato volto alla squadra di casa. Francisco, praticamente da solo, ha ricucito lo svantaggio con otto punti rapidi, chiudendo il primo quarto sul 21-19 per il PAOK.
La partita è proseguita punto a punto. All’intervallo lungo il Panathinaikos conduceva di misura, 43-41, con Francisco già a quota 13 punti e tre assist, mentre per il PAOK rispondevano Marcus Foster e Calathes. Nel terzo quarto si è assistito a un autentico ribaltone: dopo che Yabusule e Badio avevano portato il PAO sul 49-41, Trinchieri ha chiamato timeout ottenendo una reazione straordinaria. Cedi Osman ha piazzato due triple consecutive su assist di Lesor, completando un parziale di 16-2 che ha portato il PAOK avanti 57-51.
Il Panathinaikos ha risposto con sette punti di fila, chiudendo il terzo periodo in vantaggio 61-60, ma ormai l’intensità non aveva più nulla di un’amichevole. Ogni possesso pesava, i contatti si facevano sempre più duri. Dopo 30 minuti il PAOK aveva messo a segno 11 triple su 22 tentativi, eppure non era riuscito a prendere il largo.
Il finale: Badio e la difesa decidono il torneo
Nell’ultimo quarto Osman ha continuato a colpire dall’arco, e dopo una tripla di Hudgins il PAOK si è portato sul 77-72 a circa cinque minuti dalla sirena. Francisco e Lesor dalla lunetta hanno riportato il Panathinaikos a un solo punto di distanza (78-79) a meno di tre minuti dalla fine, dando il via a un finale drammatico.
Il PAOK è passato avanti 80-79, Foster ha risposto per l’81-80 PAOK, ma nell’azione successiva Badio ha piazzato la tripla decisiva per l’83-81. Da quel momento i Verdi hanno alzato il muro difensivo: Mantsoukas ha convertito entrambi i tiri liberi per l’85-81 a 32 secondi dal termine, e il PAOK non è più riuscito a trovare il canestro. Il Panathinaikos ha chiuso con un parziale di 7-0, conquistando il trofeo.
A livello individuale, Francisco ha terminato con 17 punti (4/11 dal campo, 2/8 da tre) e cinque assist. Lessort ha messo a referto 14 punti e 10 rimbalzi, mentre Bonga ha aggiunto 14 punti con otto palle rubate. Badio ne ha segnati 12 e Mantsoukas 10, con sei palle rubate e due assist. Per il PAOK, Osman è stato il migliore con 16 punti (6/15) e sette palle rubate, seguito da Foster con 15, Naz Mitrou Long e Ben Moore con 10 a testa.
Le due squadre non dovranno attendere molto per ritrovarsi di fronte: il prossimo appuntamento è fissato per il 26 settembre, nelle semifinali della Supercoppa greca. Il PAOK torna a Salonicco con la consapevolezza di aver tenuto testa a una delle favorite per la vittoria in Eurolega, mentre il Panathinaikos ha dimostrato di saper trovare le risorse giuste nei momenti decisivi, affidandosi in particolare agli ex bianconeri Lessort e Bonga. La rivalità tra i Verdi e l’Aquila Bicefala del Nord è ufficialmente riaccesa.







