Il successo dell’Olimpia Milano nella finale di Supercoppa contro la Reyer Venezia regala il primo titolo della stagione a coach Peppe Poeta, che sottolinea l’importanza di iniziare il cammino alzando una coppa:
«Sono estremamente contento perché abbiamo portato a casa un trofeo, cosa che non è mai scontata. All’inizio tutti minimizzano la Supercoppa, poi alla fine chi vince festeggia e gli altri ci rimangono male. È un titolo in bacheca che ci trasmette fiducia ed entusiasmo. Dei primi 15 minuti di partita sono estremamente soddisfatto: siamo stati solidissimi e molto disciplinati.
Negli ultimi 5 minuti del secondo quarto siamo diventati un po’ leziosi, permettendo a Venezia di rientrare e crederci. Nel terzo e quarto periodo loro hanno fatto canestri difficili con Wiltjer, Candi e Bowman. Lì finiscono i nostri demeriti e iniziano i loro meriti, ma siamo stati bravi a ritrovarci con un quintetto di grande esperienza e tre handler che ci ha condotti alla vittoria».
Soluzioni tattiche e la gestione del ruolo da favoriti
Poeta si è soffermato sull’impiego simultaneo di tre trattatori di palla nei momenti chiave della sfida e sulla pressione di dover vincere a tutti i costi:
«L’opzione dei tre handler nei finali di gara è assolutamente percorribile. Hanno taglia fisica, possono difendere su tutti e ci garantiscono imprevedibilità in attacco. Potevamo fare meglio in fase difensiva e abbiamo tirato male da tre punti sia ieri che oggi, ma abbiamo comunque vinto due partite. Sappiamo di essere i favoriti e non ci nascondiamo dietro a nessuna maschera, ma vincere non è mai facile: lo si vede in tutta Europa, dove molte favorite spesso scivolano. Alzare i trofei fa tutta la differenza del mondo».
Poeta sull’adattamento dei nuovi e l’integrazione nel sistema
Un passaggio fondamentale della conferenza di coach Poeta riguarda l’inserimento dei nuovi acquisti e dei giocatori al debutto a certi livelli d’élite, chiamati a performare con minutaggi differenti rispetto al passato:
«I trofei li vincono gli allenatori soprattutto grazie ai giocatori. Sto vivendo un momento fantastico da capo allenatore, ma so benissimo che nel mio ruolo il credito non esiste e conta sempre la partita successiva. C’è ancora molto da lavorare: i nuovi devono imparare a performare al fianco di compagni forti, gestendo meno possessi e meno minuti. Giocatori come Cole, Burnell o Matthews sono rookie a questi livelli e devono capire come incidere nelle sfaccettature della gara anche senza essere i primari riferimenti offensivi. Ho grande fiducia in loro, hanno lo spirito giusto per adeguarsi in fretta».
Il valore dell’avversaria e il cammino verso i prossimi impegni
Analizzando il rientro di Venezia, Poeta rende merito al lavoro della squadra avversaria e rilancia subito in vista del debutto continentale contro il Partizan:
«Se avessimo perso avrei fatto la medesima analisi, soltanto con un umore diverso. La rimonta di Venezia è dipesa da noi, ma anche dai loro grandi meriti: è una squadra ben allenata che parte con la continuità dello scorso anno e una conoscenza reciproca consolidata. Noi ci teniamo stretto questo successo: vincere aiuta a lavorare meglio e affrontare le prossime sfide d’EuroLega con il sorriso è sicuramente il modo migliore per partire».




