Andrea Trinchieri non usa mezzi termini quando si tratta di parlare del calendario del basket europeo. Il tecnico italiano, attualmente alla guida del PAOK, ha rilasciato un’intervista a Meridian Sport in cui ha descritto con parole nette la situazione attuale, paragonando il sistema delle competizioni a qualcosa di decisamente poco piacevole:
«Come delle sanguisughe che ti succhiano il sangue.»
Il punto centrale della sua critica non è solo il numero di partite, ma la disparità nelle condizioni tra le squadre. Chi affronta un doppio turno di Eurolega e poi si ritrova in campo nel weekend di campionato contro una squadra riposata si trova in una situazione oggettivamente svantaggiata:
«Nello sport la cosa più importante è che tutti abbiano le stesse condizioni di lavoro. Tu giochi di domenica contro qualcuno che si è riposato, mentre tu hai giocato il doppio turno di Eurolega, dove ti hanno massacrato. Arrivi lì e magari sei sotto 25-9… È ingiusto.»
Un tavolo comune tra FIBA, Eurolega e leghe nazionali
Per Trinchieri la radice del problema sta nel fatto che ogni organizzazione difende i propri interessi senza che esista un coordinamento reale. Il risultato è un calendario costruito per somma di esigenze separate, non per il bene complessivo del gioco:
«Tutti tirano la maglia, che alla fine si strappa e ti rimane solo un pezzo in mano.»
La sua visione è chiara: finché FIBA, Eurolega, ABA League e i campionati nazionali non si siedono allo stesso tavolo per trovare un accordo condiviso, la situazione non cambierà. E a pagarne le conseguenze sono sempre e soprattutto i giocatori.
Sul piano pratico, Trinchieri ha avanzato anche una proposta di riorganizzazione della stagione: quattro mesi dedicati all’Eurolega, tre ai campionati nazionali, due alle finestre FIBA e uno riservato al recupero e al lavoro individuale dei giocatori. Una struttura a blocchi separati che, secondo il coach, consentirebbe di eliminare le sovrapposizioni più penalizzanti e di restituire ai giocatori un periodo reale di rigenerazione.




