Mike James non ci sta. Il playmaker dell’Anadolu Efes ha deciso di rispondere pubblicamente, attraverso i propri canali social, alle polemiche ricorrenti sul calendario dell’Eurolega: troppo lungo, troppi viaggi, troppe partite. Un dibattito che torna ciclicamente e che questa volta ha trovato un interlocutore tutt’altro che accomodante:
«La stagione è troppo lunga. Oddio, sono troppe partite, troppi viaggi… Dovreste smetterla di permettere a queste persone di lamentarsi tutto l’anno e tutta l’estate.»
James ha poi messo i numeri sul tavolo per smontare la narrativa dominante: 38 partite distribuite nell’arco di otto mesi. Un carico che, a suo avviso, non giustifica le lamentele che si sentono in giro:
«Io mi guadagno da vivere giocando a basket. Vorrei che ci fossero più partite.»
Un punto di vista netto, quello del playmaker americano, che ribalta la prospettiva: mentre giocatori spesso invocano un alleggerimento del programma, James rivendica il diritto — e il desiderio — di scendere in campo il più possibile. Per lui giocare non è un peso, è il mestiere.








