Quella di stasera in BCL contro il Peristeri non è una partita come le altre per Ioannis Kastritis. Affrontare i connazionali greci trasforma il match in qualcosa di più personale, quasi un banco di prova simbolico: una vittoria potrebbe aiutarlo a recuperare terreno nel rapporto con una parte del pubblico di Masnago che ancora non si è convinta del tutto.
Come scrive La Prealpina, i dubbi attorno al tecnico greco non sono una novità. C’è chi ricorda certi precedenti poco felici legati a contestazioni simili — il caso “Magnano Go Home” è rimasto nella memoria collettiva, anche perché a chi si prestò a quella campagna andò piuttosto male, con la retrocessione arrivata l’anno successivo. Kastritis sa bene in quale ambiente opera, e sa anche che i risultati, prima o poi, devono parlare per lui. Varese cerca riscatto dopo la brutta performance di Murcia di una settimana fa, e l’obbiettivo è trovare la prima vittoria europea.
Rotazioni e scelte tattiche ancora sotto esame
Sul piano tecnico, le perplessità riguardano soprattutto la gestione della panchina. Non convincono le rotazioni, considerate eccessive e non sempre coerenti, e nemmeno l’approccio difensivo sui blocchi. Sabato, dopo cinque punti consecutivi nel secondo quarto, il coach ha deciso di cambiare Della Valle — una mossa che ha alimentato ulteriori discussioni.
Kastritis lavora con metodi diversi rispetto ai suoi predecessori e predica pazienza: prima e dopo le partite ribadisce che l’identità di squadra richiede tempo per consolidarsi. Lo stesso Nate Renfro ha definito le regole difensive del suo allenatore come non ortodosse, un termine che in qualche modo riassume l’approccio di un sistema che, per funzionare, ha bisogno di essere metabolizzato dai giocatori.
Qualche segnale positivo, però, è già emerso. Nel secondo tempo contro Trieste la squadra ha mostrato meno frenesia nelle sostituzioni, con quintetti più equilibrati e alcune soluzioni offensive nuove pensate per valorizzare Della Valle come creatore nel pick&roll centrale. Insomma, come si potrebbe dire parafrasando il Bardo, c’è del metodo in questa follia.
La società, nel frattempo, mantiene grande fiducia nel tecnico — con Luis Scola indicato come figura di riferimento che ne sostiene il lavoro. Varese è ancora un cantiere aperto, anche per via di un precampionato condizionato da un roster in continua evoluzione. La sfida con il Peristeri arriva in un momento in cui dimostrare qualcosa, almeno sul piano dell’immagine, non sarebbe affatto secondario.




