In Germania arriva una vittoria che vale doppio. La Pallacanestro Varese supera il Bamberger in una partita che aveva tutto il sapore di uno spareggio nella Basketball Champions League, e coach Ioannis Kastritis non nasconde la soddisfazione per come la sua squadra ha risposto dopo la sconfitta interna contro il Peristeri.
«Complimenti ai miei ragazzi, siamo stati al 100 per cento sulla stessa pagina per ottenere una vittoria fondamentale nel nostro cammino in BCL», ha dichiarato il tecnico nel post-partita. Un successo costruito su basi solide: dominio a rimbalzo, intensità difensiva e capacità di dettare i tempi del gioco per tutti e quaranta i minuti.
Fisicità e transizione: l’identità che Kastritis vuole costruire
Come scrive La Prealpina, il piano partita era chiaro fin dall’avvio. Varese sapeva di dover fare i conti con un avversario aggressivo, e ha scelto di rispondere con la stessa moneta, imponendo la propria intensità sin dalle prime azioni. Il risultato è stato un controllo pressoché totale della gara, come ha ribadito Kastritis:
«Abbiamo controllato la partita dal primo al quarantesimo minuto, togliendo l’intensità, la transizione e i rimbalzi offensivi. Siamo stati molto solidi nell’imporre la nostra fisicità sotto canestro e tornare rapidamente in difesa per non concedere loro tiri facili in velocità. E questo nasce dall’equilibrio e della fluidità con cui abbiamo costruito gioco in fase offensiva, limitando al minimo le occasioni di ripartenza.»
Un elemento che ha fatto la differenza è stato il rendimento in transizione: 19 punti da palla recuperata nel solo primo tempo, cifra che racconta meglio di qualsiasi altra statistica il tipo di pallacanestro che il tecnico greco vuole praticare:
«I punti facili da palla recuperata sono stati importantissimi, ma sono il modo in cui vogliamo giocare: ci piace correre e tenere il ritmo alto, lo facciamo con la difesa e la pressione sulla palla. Nel momento in cui controlliamo il match a rimbalzo ci garantiamo tante occasioni per correre; l’altro dato che dimostra la nostra voglia di vincere è il numero altissimo di secondi tiri.»
Una squadra in crescita, con Scola come punto di riferimento
Kastritis tiene i piedi per terra e ricorda che questo gruppo è ancora in costruzione. La vittoria di Bamberg è un segnale incoraggiante, non un punto di arrivo:
«Ribadisco che questa è una squadra ancora in fase di evoluzione. Abbiamo costruito la nostra mentalità e la nostra identità, ieri sera ognuno è stato super intelligente. Siamo qui per competere ad alto livello in Europa, sapevamo che per continuare a farlo serviva una vittoria, ma allo stesso tempo sapevamo i margini che dobbiamo continuare a migliorare.»
A margine, il coach ha risposto anche a una domanda sul rapporto con Luis Scola, figura di riferimento nell’organigramma del club. Le parole sono state nette e sincere: «È una benedizione lavorare con una figura come lui». Kastritis ha sottolineato come l’ex campione, da dirigente, sia in grado di creare le condizioni ideali per far lavorare tutti al meglio, lasciando libertà e responsabilità a chi opera attorno alla squadra ogni giorno.





