Il grande scontro greco tra Aris e Panathinaikos si è chiuso con una netta affermazione della formazione di Salonicco per 101-91, regalando a Vasilis Spanoulis la prima vittoria da allenatore contro il suo ex mentore Željko Obradović. Un successo che il tecnico greco ha voluto subito inquadrare nel contesto giusto, rifiutando qualsiasi lettura personale del risultato.
L’omaggio a Obradović
Spanoulis, che da giocatore ha lavorato proprio sotto la guida di Obradović ad Atene, ha speso parole di profonda stima nei confronti del coach serbo, oggi alla guida del Panathinaikos.
«Coach Obradović è una leggenda, il miglior allenatore che abbia mai lavorato nel basket europeo. Sappiamo quanti titoli ha conquistato, cosa ha raggiunto e quanti giocatori ha formato. Io sono uno di loro. Nutro un enorme rispetto per lui e ho imparato tantissimo da Žoc. Non si tratta di una sfida tra Spanoulis e Obradović. Non c’è niente di personale. Gli sono grato per tutto ciò che mi ha trasmesso.»
Una partita dominata nella difesa
Nel quinto turno del campionato greco, l’Aris ha inflitto al Panathinaikos la prima sconfitta stagionale in campionato. La squadra di Spanoulis ha tenuto il controllo del match per oltre 35 minuti, costringendo gli avversari a 20 palle perse e ricavandone ben 37 punti. Un dato che ha reso particolarmente orgoglioso l’allenatore di casa.
«È stata una grande partita. Il pubblico si è divertito e noi, come squadra, abbiamo dato tutto per 40 minuti contro un avversario di altissimo livello. Per gran parte del match siamo riusciti a imporre il nostro gioco e abbiamo mostrato carattere.»
Spanoulis ha spiegato di non essere rimasto sorpreso dalla prestazione dei suoi, perché ciò che vede quotidianamente in allenamento gli dà motivi sufficienti per credere che la squadra possa competere con chiunque.
«So che tipo di squadra abbiamo, lo vedo ogni giorno. Abbiamo guardato il Panathinaikos negli occhi e questa vittoria è fondamentale soprattutto per la nostra fiducia. Abbiamo giocato una difesa aggressiva e tutti quelli che sono entrati in campo hanno dato il loro contributo.»
Un momento particolarmente delicato si è verificato al 33° minuto, quando tre dei cinque giocatori dell’Aris in campo avevano già accumulato quattro falli personali ciascuno. Alla domanda se non fosse una scelta troppo azzardata, Spanoulis ha risposto con un sorriso:
«Proprio come i miei allenatori hanno creduto in me, io credo nei miei giocatori. Gli dico: “Mi raccomando, non combinate guai” (ride). Scherzo. È una questione di istinto e ragionamento. Non ho paura di prendere decisioni del genere e mi affido sempre all’esperienza che ho maturato, sia da giocatore che da allenatore.»
Nonostante l’importanza del risultato, Spanoulis ha rifiutato di considerarlo il punto più alto della sua avventura a Salonicco. Ha raccontato di aver già spostato la testa sulla prossima sfida pochi istanti dopo la sirena finale, sottolineando la necessità di restare con i piedi per terra perché i margini di crescita sono ancora ampi. Il momento davvero decisivo, secondo lui, è stato il modo in cui la squadra ha reagito dopo la sconfitta contro il Karditsa: «Nella vita bisogna soffrire per avere successo. Abbiamo lottato, lavorato, abbassato la testa e siamo andati avanti.»
Alla domanda su cosa avrebbe detto per prima cosa ai giocatori nello spogliatoio, la risposta è stata lapidaria: «Congratulazioni. Domani si allena.»
Il prossimo impegno per l’Aris sarà mercoledì contro l’Hapoel Gerusalemme di Saša Obradović.





