Doncic ha provocato da solo otto palle perse di Toronto: 5 recuperi e 3 sfondamenti subiti. Secondo ESPN Research, nessun giocatore aveva messo insieme questi numeri difensivi nella stessa partita da quando, nel 2013-14, è iniziato il tracciamento dei dati. Ha aggiunto anche 15 rimbalzi, il suo massimo stagionale, tutti in difesa. Due sfondamenti li ha subiti da RJ Barrett e uno da Scottie Barnes.
La risposta di Luka: «Finalmente»
Quando in conferenza stampa gli hanno riferito i complimenti di Kessler e Redick per la sua difesa, Doncic ha sorriso e ha risposto con una parola: «Finalmente».
Non si considera il miglior difensore della lega, ma è convinto di aver fatto un passo avanti netto quest’anno. Le critiche, ha aggiunto, non lo toccano: lui e la squadra sanno che è migliorato. Ha detto di non capire da dove venga la sua cattiva fama difensiva, pur ammettendo che nei sei anni e mezzo a Dallas aveva preso pochissimi sfondamenti. A Los Angeles ha deciso di lavorarci, perché uno sfondamento dà la carica a tutta la squadra, e tre in una partita non sono pochi.
Kessler, Redick e Rajakovic: tutti d’accordo
Walker Kessler, arrivato in estate proprio per sistemare una difesa che nel 2025-26 era la ventesima della lega, ha definito la prestazione incredibile e ha detto che a Doncic non viene riconosciuto abbastanza il lavoro difensivo.
Coach JJ Redick ha letto gli sfondamenti come un gesto da leader: metterci il corpo per la squadra. Ha aggiunto che la competitività di Luka si vede spesso in attacco, ma c’è anche in difesa.
Anche dall’altra parte i complimenti non sono mancati. Il coach dei Raptors Darko Rajakovic ha notato che Doncic si è presentato in ottima forma fisica e che, quando sta bene, è semplicemente inarrestabile.
Mamukelashvili: «Ha orgoglio e fame»
Sandro Mamukelashvili, 11 punti dalla panchina contro la sua ex squadra, ha spiegato i progressi del compagno con l’orgoglio. Secondo lui Doncic vuole togliersi l’etichetta di giocatore da attaccare in difesa. In attacco, invece, è questione di talento puro: per marcarlo servirebbero tre uomini, e Mamukelashvili ha la sensazione che ogni sua partita finisca sopra i 35 punti.
Doncic, l’avvio da MVP
I numeri dicono che lo sloveno è partito fortissimo. Ha segnato 52 punti a Utah, la prima partita da 50 della stagione, e ora ha 45 punti con un primato difensivo. È primo nella classifica marcatori. Se a questo si aggiunge davvero una difesa credibile, la corsa all’MVP ha già un protagonista. L’anno scorso, ricordiamo, Doncic era rientrato tra gli eleggibili ai premi solo grazie al ricorso sulla regola delle 65 partite.





