Stasera Andrea Trinchieri torna a Milano, con il suo Bayern Monaco, per una sfida chiave per il cammino in Eurolega. Le due squadre sono in piena corsa playoff e si tratta di uno scontro diretto fondamentale, che può lanciare la vincitrice nelle zone altissime di classifica. Ed è stata l’occasione per alcune chiacchierate molto interessanti con la stampa italiana.
Il Bayern, Milano e l’Eurolega
La sfida di stasera con l’Olimpia l’ha inquadrata con la Gazzetta dello Sport: “In questo momento l’Olimpia è ingiocabile, fanno sempre canestro, sono ariosi, precisi e hanno fiducia. Bisognerà resistere, resistere e resistere”. Ma anche il suo Bayern non è certo male, come dichiara a Tuttosport: “Per i playoff siamo in ballo, ora gli intrusi tra le otto siamo noi. Ma fino a quando non arriva il buttafuori e mi scova, io resto imbucato alla festa”.
Quella del Mediolanum Forum sarà una partita molto interessante, tra due squadre in buona forma, seppur non manchino assenze importanti, in particolare nelle fila della squadra di Messina (out Micov, Shields, Brooks e Roll). Può essere una sfida ad alto punteggio, tra due formazioni di talento offensivo, ma che hanno fatto spesso della difesa la loro arma decisiva.
Gli italiani del Bayern
Non c’è solo Andrea Trinchieri a parlare italiano all’interno della squadra bavarese, ci sono anche in campo Sasha Grant e Diego Flaccadori. Parole al miele per il più giovane, dalle colonne della Gazzetta: “A 18 anni ha una dedizione al lavoro che non avevo mai visto. Gran fisico, ha bisogno di basket giocato e letto, siamo contenti di lui”.
Sul playmaker al Corriere della Sera, invece, c’è un giudizio un po’ più severo: “Diego è bravo, ma deve trovare il modo di aiutare la squadra e non viceversa. Giocare di più per campanilismo? Sarei un cattivo coach se utilizzassi un giocatore solo perché parla la stessa lingua”.
L’Italia ed il Covid
È un periodo molto difficile a livello mondiale, con questa pandemia che non si allenta e costringe a giocare a porte chiuse, oltre a tutti i drammatici problemi a livello sanitario ed economico. “Si prende ciò che viene, basta dimenticare l’equità competitiva e il calendario. Si concentra lo sforzo sulla singola partita. Ma è giusto giocare, dare un segnale di possibile normalità”.
In Italia la situazione è molto difficile per lo sport: “La nostra situazione, aggravata dall’emergenza, è drammatica – le parole al Corriere – Non riusciamo a mandare i ragazzi a scuola, non sappiamo programmare da mattina a sera, viviamo da anni una mostruosa deriva socio-culturale. Ma siamo meglio di così. Anzi no, ho detto una bugia: eravamo meglio”.
Una fotografia pesante, ma purtroppo veritiera di quanto sta accadendo nel nostro Paese, dove lo sport è considerato sempre solo come uno svago e divertimento e non come una fonte di lavoro, salute e benessere. La pandemia ha peggiorato la situazione, bloccando tutte le attività non professionistiche, ma già prima era così. Bastava vedere come veniva considerata l’ora di educazione fisica nelle scuole…





