È stata una giornata particolare. Tornare al Forum per una partita dal vivo dopo così tanto tempo, fa capire quanto la normalità di prima sia diventata eccezionalità e che anche quella coda sulla tangenziale ovest per arrivare ha un sapore comunque quasi dolce.
Però manca qualcosa…forse più di qualcosa. L’inno nazionale in silenzio, ma al termine di esso quando perpetra solo l’eco di qualche “c’mon”, realizzi che manchi una parte integrante di tutto: il tifo. Bello esserci, bello viverlo ma l’impatto emotivo di una partita di final eight non è lo stesso. Ed è difficile pensare a quanto “mancherà” in una finale che assegnerà il titolo.
Il tuffo di Gigi Datome
Del primo quarto di finale c’è ben poco da dire se non sottolineare, all’interno del panorama di un match finito nel dominio è la voglia e la capacità di gigi Datome, nonostante i pochi minuti e il risultato acquisito del tuffo di Gigi Datome per recuperare una palla vagante che poi è riuscito a rimettere in mano ai suoi. E’ facile sul +25 ma non è scontato per chi come lui ha vinto tutto in carriera.
Teodosic e l’abbraccio a Tonut
Mancano gli ultimi secondi della sfida tra Reyer e Virtus, ma siamo già ai saluti e Milos Teodosic accetta la resa, ma solo dopo aver fatto i complimenti a Stefano Tonut, abbracciandolo e sussurrandogli qualcosa all’orecchio dopo una grande prova. Teodosic aveva passato anche tutto il match a dare direttive ai compagni, rimproverandoli, ma anche incitandoli dopo pochi secondi. Infine l’intelligenza della stella serba gli fa capire dopo un solo blitz della difesa veneziana che lo raddoppia dopo un handoff e un blocco, ma lui l’azione successiva legge tutto, torna sul blocco e apre gli spazi per l’attacco. Quando la classe non è solo genio ma lettura.
L’amore di DeRaffaele per i suoi giocatori
“Non vorrei dire che amo i miei giocatori perchè se no sembrerebbe una scena da libro cuore, ma ogni volta riescono a stupirmi.”
Sono le parole sentite e sincere di Walter DeRaffaele per i suoi giocatori dopo una vittoria fatta di sacrificio, abnegazione e disponibilità da parte di tutti. Non si domina un match contro questa Virtus se non si ha qualcosa di speciale a livello di gruppo. Stone che gioca da quattro, cinque e playmaker, Bramos che prende 13 rimbalzi o Daye che stoppa Adams a due mani (Non lo faceva dai cadetti scherza WDR). Venezia è speciale e non lo scopriamo oggi, ma se il coach usa queste parole…forse siamo oltre.





