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Final Eight: film room dalla prima giornata

OLIMPIA MILANO-GRISSIN BON REGGIO EMILIA

Partita che ha avuto veramente poco da dire quella delle 18, l’esordio di queste Final Eight 2021. Troppo azzoppata dalle assenze Reggio Emilia, troppo superiore Milano che ha, oggettivamente, fatto poca fatica per superare gli emiliani.

La gara ha preso subito la via della squadra di Ettore Messina, agevolata anche dal disastroso 0/15 da dietro l’arco della Grissin Bon nel corso del primo tempo. Come visto in passato, difficile pensare di vincere contro l’Olimpia senza avere una buona serata di tiro.

Per vincere in Italia contro Milano fin qua è servito segnare almeno dieci canestri tre punti (10/25 Brindisi, 16/24 Trieste), ed era una condizione necessaria se Reggio voleva pensare al clamoroso upset.

Va detto che molto delle scarse percentuali ha a che fare con la difesa Olimpia. Attenta a non concedere vantaggi e a chiudere l’area, ma anche pronta contestare ogni tiro degli uomini di Antimo Martino.

Tutti tiri ad alta difficoltà, in una serata già di per se frustrante per i reggiani, che hanno, tra l’altro, accentuato il fatto che la Grissin Bon sia la peggior squadra del nostro campionato per quanto riguarda la conversione di conclusioni marcate (dati InStat).

Da notare, comunque, l’eccellente lavoro della difesa milanese, abile a rimanere sempre davanti al proprio uomo di competenza, senza concedere vantaggi sui cambi e concentrata al massimo nel recuperare anche su tiratori lontani, non rinunciando mai a cercare di disturbare un tiro. Uno dei motivi per cui l’Olimpia è comunque la favorita per la vittoria di queste Final Eight.

Le difficoltà ad entrare in area, mixate ai continui ferri dalla lunga, hanno poi tolto sicurezza a Taylor e compagni, che sono finiti anche per diventare esitanti in certe situazioni, oltre a sbagliare qualcosa di troppo su tiri aperti.

Un esempio qua, dove proprio Taylor avrebbe lo spazio per prendere un buon tiro dall’angolo, ma il recupero, seppur tardivo, di Delaney lo porta a esitare quella frazione di secondo decisiva.

VIRTUS BOLOGNA – REYER VENEZIA

Per il secondo anno consecutivo la Reyer fa lo scherzetto alla Virtus Bologna, eliminandola al primo turno da favorita, almeno per il seeding.

Una partita, per certi versi, non troppo dissimile a quella vista nelle Final Eight 2020. Walter De Raffaele ha costruito il suo piano gara con un intento ben preciso: provare a limitare Milos Teodosic il più possibile in attacco ma, soprattutto, attaccarlo fino allo sfinimento in difesa.

Con risultati eccellenti.

FInal Eight
La mappa di tiro difensiva di Teodosic

Attaccando Teodosic Venezia ha fatto fortune: 10/18 al tiro per giocatori marcati dal numero 44 serbo, ventitré punti messi a tabellone. Senza contare i tiri liberi.

Un ritmo che, alla lunga, Bologna non è riuscita a reggere, stante anche una serata non particolarmente brillante nell’altra metà campo.

Djordjevic ha provato a usarlo in marcatura su più giocatori, ma i risultati non sono mai arrivati. Bramos, per esempio, ha potuto tirargli sulla testa o portarlo a spasso sui blocchi.

Non è andata certo meglio sui pick&roll giocati da Tonut o su situazioni di semplice uno contro uno.

Quando necessario Venezia lo ha portato ad hoc su cambi a lei congeniali.

E le rotazioni difensive, beh, quelle non sono mai state il suo forte.

Per la terza volta in tre anni la Virtus si lecca le ferite dopo la prima partita di Final Eight. I segnali di questa gara sono chiari: per le partite di un certo livello urge trovare un piano B difensivo.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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