Dopo l’esordio in Eurolega a Milano, abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con Daniel Hackett, ormai leader emotivo e non solo di un CSKA che si candida per l’ennesima volta come corazzata della competizione.
Con Daniel abbiamo parlato della sua carriera, del passato tra Milano e Siena, gli inizi a Treviso, l’esperienza all’Olympiacos e i suoi vari ruoli all’interno del CSKA nel corso degli anni.
Qui l’intervista completa e alcuni estratti.
L’addio a Siena:
Il Sig.Minucci venne in spogliatoio e mi disse che ero sul mercato, perché altrimenti Siena non avrebbe terminato la stagione. Ho fatto un accordo con lui che se fossimo andati alle top 16 sarei rimasto, altrimenti sarei andato. Nell’ultima partita, il giorno del mio compleanno, Jayson Granger mise un floater sulla sirena e ci eliminò. Andai sul mercato e accettai l’offerta di Milano, ma il mio legame con Siena è rimasto grandissimo.
L’arrivo a Milano:
Anche se arrivavo come il “nemico” che aveva rifiutato l’Olimpia in passato, devo dire che ho trovato tanta comprensione in moltissimi tifosi biancorossi. Ho cercato di dare il massimo e credo che questo si sia visto. Eravamo una squadra che ha collezionato vittorie prestigiose in Eurolega e che schiacciava tutti in campionato, poi l’infortunio di Ale Gentile nella serie contro il Maccabi ha cambiato tutto. E’ stata una grossa delusione, ma poi abbiamo riportato lo scudetto a Milano.
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Spanoulis contro Diamantidis e quella gara 4:
In quella finale scudetto l’ultima azione mise di fronte Vassilis e Dimitris nell’azione decisiva. Ero in angolo e mi sono goduto lo spettacolo di Spanoulis che ha chiuso quella serie regalandoci lo scudetto, ma fu anche triste vedere uscire dal campo Diamantidis sconfitto nella sua ultima partita della carriera. Nonostante la rivalità e un clima terribile ci diedero il permesso di andare nello spogliatoio del Panathinaikos per congratularci con lui.
CSKA e Itoudis:
Il mio ruolo ora è di essere il prolungamento del coach in campo. Far passare il suo messaggio con forza o con tatto e provare a fare il meglio per la squadra. Itoudis ha fatto con me un grandissimo lavoro giorno dopo giorno per arrivare a essere il giocatore che sono oggi.
Il rapporto con Mike James:
E’ un ragazzo che ha avuto un’infanzia particolare, è molto riservato. Non ti permette di entrare nel suo mondo e capire quali sono i suoi sentimenti per poterlo aiutare nei momenti difficili, ma è uno che quando accende il motore non hai nessun modo di fermarlo.





