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Home NBA

NBA: Ben Simmons e i Philadelphia 76ers ai titoli di coda

D.Skerletic by D.Skerletic
2 Ott 2021
in NBA
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Simmons
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Inutile girarci intorno, la telenovela tra Ben Simmons e i Philadelphia 76ers è l’argomento del momento in NBA. La storia è ormai nota, con il crollo mentale dell’australiano nella serie persa a gara 7 contro gli Hawks e le successive dichiarazioni di Doc Rivers e Joel Embiid a puntare il dito contro il suo rendimento.
Nel Media Day il coach di Phila ha cercato di fare marcia indietro, prendendosela con i reporters che avrebbero interpretato male il suo discorso. Daryl Morey si è detto speranzoso rispetto a una riconciliazione tra le parti, mentre Embiid, pur tendendo un ramoscello d’ulivo verso il suo compagno, non ha rinnegato le parole post-eliminazione. 

 

“Non ho rimpianti perché non ho accusato nessuno. Ho solo esposto i fatti. Sono onesto e non riesco a mentire, sono fatto così….

Spero davvero che Ben cambi idea. Adoro giocare con lui perché aggiunge così tanto alla nostra squadra. Abbiamo costruito questa squadra intorno a noi due. Non ho mai visto il progetto come ‘la mia squadra’, non mi importa niente…Ovviamente lo vogliamo con noi, è una parte importante di ciò che abbiamo costruito negli ultimi anni…”

 

Ben Simmons did not just pass this up… pic.twitter.com/4JyM7ZHNkJ

— Bleacher Report (@BleacherReport) June 21, 2021

 

BEN SIMMONS


A quanto pare però non sarebbe questo il principale motivo della richiesta di cessione dell’ex LSU. Il vero problema è che semplicemente Simmons ed Embiid non sono nati per giocare insieme. L’australiano è al top quando può correre in contropiede e attaccare l’area per mettere in ritmo i tiratori o concludere, mentre l’ex Kansas è una macchina da canestri in post-basso devastante contro la difesa schierata. 

Purtroppo però il piano ambizioso dei 76ers, fondere le caratteristiche migliori del duo, non è andato in porto. Vincere in NBA è dannatamente complicato, e la fortuna spesso non ha aiutato il team della città dell’amore fraterno. Basti pensare all’iconico buzzer-beater di Kawhi Leonard. L’ormai inevitabile separazione potrebbe risultare positiva per entrambi, anche perché a 25 e 27 anni devono ancora entrare nel loro prime. Il best case scenario per esaltare il talento di Ben Simmons lo abbiamo visto brevemente nei Philadelphia 76ers della seconda parte della regular season 2017/18, nato non a caso in seguito ad uno stop di Embiid. 

Niente di sofisticato, i vari JJ Redick, Marco Belinelli, Robert Covington e Dario Saric a correre ed appostarsi sul perimetro per favorire le penetrazioni di Simmons. Dal primo febbraio in poi sono arrivate ben 28 vittorie in 34 partite, con Phila ai primi posti nella lega per qualsiasi statistica riguardante gli assist, rimbalzi e pace. Una squadra in cui lo stesso Embiid sembrava disposto a correre per assecondare l’istinto del compagno.

76ers dal 1 febbraio a fine Regular Season, 2017/18

Stando alle indiscrezioni di The Ringer, il giocatore e la sua agenzia sperano di trovare altrove un contesto simile. Il punto è capire se esista un team pronto a scommettere tante fiches sulla sua rinascita…

JOEL EMBIID

Nel tempo Embiid è diventato sempre più efficace spalle e fronte a canestro, a livelli visti raramente tra i centri negli ultimi anni.

Post Up, Regular Season 2020/21

 

La tabella indica i possessi chiusi in post-up nella scorsa regular season. Il camerunense è di gran lunga il miglior realizzatore, oltre che il più efficiente tra i giocatori che utilizzano spesso questa soluzione. Volume più efficienza, la combinazione perfetta. Inarrestabile, i 76ers non possono non giocare per lui. 

Se il valore di Simmons sul mercato non fosse crollato, non sarebbe stato difficile imbastire una trade con un altro max-player, possibilmente un playmaker o un esterno meno all-around ma più realizzatore. In questo senso è comprensibile il tentativo di riconciliazione di Morey, anche solo temporanea, per consentire al giocatore di dimostrare che le difficoltà di cui sopra sono solo un ricordo. Simmons però sembra deciso ad andare fino in fondo nel suo proposito, anche a costo di multe salate.

Da una parte i Philadelphia 76ers hanno le mani legate, perché qualsiasi team si presenterà con offerte al ribasso per Simmons, e nel frattempo la squadra rischia di perdere terreno con il duo Maxey-Milton in regia. Dall’altra però converrebbe aspettare il 15 dicembre, quando diventeranno cedibili  anche i giocatori che hanno cambiato squadra in estate. La seconda soluzione però si porterebbe dietro il trambusto dei media, con il fantasma dell’australiano a tormentare il gruppo.

Difficile ipotizzare una destinazione al di fuori di Minnesota, Sacramento e Portland, le franchigie a cui è stato accostato dai rumors. Specialmente se Morey continuerà a chiedere la luna in termini di giocatori e di scelte future. Secondo chi Vi scrive, i vari small market – per intenderci, le squadre solitamente fuori dal giro dei big in Free Agency. Ad esempio Hornets e Spurs, ma non solo…– dovrebbero fare almeno un tentativo. Simmons ha 25 anni, è tra i primi 3 difensori della lega (a proposito, Embiid senza il suo gemello sarà costretto a chiudere tanti buchi nella sua metà campo), ha una visione di gioco eccellente, cm e atletismo da vendere. E ben 4 stagioni di contratto senza uscite. Jumper o non jumper, profili così non capitano spesso sul mercato.

Tags: Ben SimmonsDaryl MoreyJoel EmbiidPhiladelphia 76ers
D.Skerletic

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