L’Olimpia Milano cade al Pireo con il risultato di 67-58, in una partita molto fisica e dove le difese hanno stravinto sugli attacchi. Nelle file dell’Olympiacos decisive le prove di Vezenkov, McKissic e Sloukas autori rispettivamente di 16, 14 e 16 punti. In casa Olimpia il solo Devon Hall pare totalmente in partita, mentre quasi tutti i senatori trovano una serata no, probabilmente pagando le scorie della Coppa Italia.
Milano chiaro-scuro
L’Olimpia conduce le danze per 30 minuti e dà l’impressione di avere in mano la partita, anche se non riesce mai a dare una vera e propria spallata. Nel finale l’impressione è quella di una squadra arrivata senza gambe, dopo tre quarti in cui aveva difeso molto bene ma in attacco aveva raccolto molto meno del previsto per meriti della difesa avversaria, oltre che per una gestione del pallone molto rivedibile. Palle perse che hanno alimentato l’attacco dei padroni di casa nei loro momenti peggiori.
Bicchiere mezzo pieno
Milano, nonostante le sconfitta, porta via due cose positive dalla trasferta greca: Mitoglou e la difesa proposta per 25 minuti contro i tiratori greci. Nel caso del greco si è intravisto quanto possa essere funzionale in un attacco che a volte fatica ad attaccare i vantaggi che genera. Attaccare dal palleggio le rotazioni, tirare da fuori o mettere le sue mani al servizio del gioco interno, favorendo le ricezioni profonde di Melli. Sono solo alcune delle soluzioni che potrebbe riportare in auge con il suo rientro in pianta stabile.
A livello difensivo, memore della partita dell’andata, Milano è sempre passata sopra i blocchi per i tiratori dell’Olympiacos. Cambi aggressivi e poi scelta di spingere verso gli aiuti gli esterni, togliendo la visione per il tiro. Scelta che ha pagato fino a quando l’Olimpia ha avuto le gambe.
Sloukas-McKissic-Vezenkov
E’ il trio che permette ai padroni di casa di portare a casa la vittoria.
Sloukas è il motivo principale per cui l’Olympiacos non affonda nel primo tempo. L’unico che contro la difesa riesce a leggere i cambi e ha lucrare un numero sufficiente di liberi per tenere in partita i suoi. Nel finale, appena la difesa di Milano fa due errori (passa dietro su un suo pick and roll), lui punisce con le due triple che spaccano la partita.
Vezenkov decisamente l’uomo più costante. Spina nel fianco con il suo movimento senza palla, agendo nelle pieghe della difesa. Chiude con 16 punti silenziosi, pesantissimi nel computo finale della partita.
McKissic è il giocatore che ha girato la partita per l’Olympiacos nel terzo quarto. Ha sistematicamente punito l’accoppiamento con gli esterni di Milano (Delaney e Datome in particolare), attaccando molto bene i cambi difensivi e bucando la difesa. Il suo attaccare il ferro nel terzo quarto ha spesso provocato scompensi alla difesa, favorendo alcuni comodi appoggi al tabellone. Utilissimo nel finale.
Attaccare i cambi difensivi
La chiave tattica che permette all’Olympiacos di girare la partita è stata la capacità di attaccare i cambi difensivi di Milano. Determinanti Sloukas e McKissic nell’andare sempre a scegliere l’accoppiamento favorevole, punendo poi in 1 vs 1. Quando la difesa è calata e la qualità delle rotazioni è scesa, il duo biancorosso ha preso in mano la partita.
Rottura dei pick and roll
Se l’attacco Olympiacos non è sempre stato brillante, la difesa invece ha lavorato ottimamente per 40 minuti. Su tutti i pick and roll gli esterni di Bartzokas scelgono di passare sopra i blocchi, mettendo sempre un corpo contro il palleggiatore. I lunghi optano per il drop, ma l’ottimo lavoro di piedi di Fall e Martin permettono comunque una difesa attiva e che impedito a Milano di giocare in quella “terra di nessuno” tra il pick e il movimento di drop. Nello specifico, l’ex-Asvel ha dimostrato un’ottima mobilità in relazione all’altezza. I piedi permettono soluzioni interessanti a livello difensivo, dando a Bartzokas la possibilità di tenerlo in campo per lunghi tratti della partita. Dietro è sostenibile, davanti garantisce produzione costante dal post.
