HomeEuroLeaguePost Maccabi Tel Aviv-Olimpia Milano: la marea gialla

Post Maccabi Tel Aviv-Olimpia Milano: la marea gialla

Il Maccabi Tel Aviv infligge una pesante sconfitta all’Olimpia Milano per 75-58. I padroni di casa conducono per 40 minuti, toccando per ben due volte il +17. La squadra di Messina non dà mai l’idea di poter girare la partita (se non per un breve frangente sul finire del secondo quarto), finendo in balia degli avversari. Zizic, Reynolds e Nunnally, in momenti diversi della partita, sono i principali fautori della vittoria.

Tutto quello che non doveva succedere

Il peccato originale di Milano è stato quello di accettare una partita fatta di tiri affrettati e rumba diffusa. Il Maccabi, nella stagione, ha dimostrato di essere una squadra che ha spesso sofferto le difese che la tenevano a metà campo e obbligandoli a confrontarsi con i loro limiti di costruzione dei set offensive. Mentre ha sempre dimostrato una certa predisposizione a vincere le partite dove poteva sfruttare appieno la transizione offensiva, senza dover per forza giocare contro la difesa schierata.
L’Olimpia ha permesso tutto questo, regalando spesso la transizione difensiva e dando ritmo a una squadra che per quanto costruita male, ha comunque uomini di grande talento come Nunnnally, Williams e Evans.

Brutto attacco….più di letture che di percentuali

L’aspetto deleterio della serata milanese è stata la lettura di una difesa che ha provato ogni stratagemma possibile per tenere alto il ritmo della partita. Difesa fatta di aggressione sulla palla con scelta di spingere verso il fondo per forzare passaggi leggibili e ripartire in transizione.
L’Olimpia non ha quasi mai letto questa situazione tattica. Si è quasi sempre infilata nell’imbuto difensivo voluto dal Maccabi e pochissime volte ha esplorato gli extra-pass o ribaltamenti di lato che si possono generare contro queste difese. Attacchi brutti  hanno costretto la squadra di Messina a rientrare sempre in emergenza.

Film già visto?

La sconfitta a Tel Aviv ricorda vagamente alcune sconfitte della passata stagione in questo periodo dell’anno. Dodici mesi fa l’Olimpia vinse a Mosca con il CSKA, mettendo in ghiaccio il suo accesso ai play off (anche se la matematica arrivò solo a Belgrado), subendo poi due pesanti sconfitte con Baskonia e Barcellona. Quest’anno, una volta acquisita la presenza nella griglia che porta ai playoff, è arrivato questo brutto rovescio in un periodo dove la squadra non è parsa brillantissima.

E’ ipotizzabile che la settimana insolita senza partite settimanali sia stata utilizzata per lavori di tipo atletico, oltre che, in generale, la squadra stia già lavorando pensando al 19 aprile (data dell’inizio dei PO). Tanti elementi cardine pare stiano tirando il fiato, il tutto unito al lavoro per il reintegro degli infortunati di lungo corso. Analogie che portano a pensare che ci sia un percorso molto simile a quanto visto un anno fa.

Zizic

Il suo grande impatto in avvio permette al Maccabi di scavare un solco fin da subito. Sfrutta benissimo le difficoltà di Milano nel contenimento del pick and roll per farsi trovare sempre pronto a ricevere sulla rollata. Vince nettamente il duello con Hines, muovendosi sempre molto bene contro la scelta aggressiva sulla palla di Milano. Alla fine chiude 12 punti e 20 di valutazione.

Nunnally, Evans e Reynolds

Il trio Nunnally, Evans e Reynolds è il principale fautore della vittoria israeliana. Ottimi in un attacco che si bassa molto sull’1 vs 1 e sull’attaccare il mismatch ritenuto favorevole. In una serata in cui l’Olimpia ha sempre concesso accoppiamenti sbilanciati dovuti a rientri in emergenza, il talento e i mezzi fisici di Nunnally, Evans e Reynolds ha fatto tutta la differenza del mondo.

Domanda legittima

L’esclusione delle russe ha regalato la ghiotta occasione al Maccabi di tornare prepotentemente in corsa per i play off (ad oggi sarebbero dentro), “salvandoli” da un’altra stagione senza corsa nella post season. Da tutto l’anno mostrano difetti strutturali a livello di roster, ma anche punte di talento con pochi eguali e che in singola serata possono fare molto male. Inoltre, la situazione ha rivitalizzato un ambiente che aveva il morale sotto le scarpe.
Rimane però la domanda di fondo: questo Maccabi, in caso di play off, è una mina vagante o l’accoppiamento che tutti vorrebbero? Chi scrive è più propenso per la seconda per tutti i motivi che sono già stati discussi e sviscerati. Il campo potrebbe stabilire il contrario, ossia una di quelle compagini che non vuoi incontrare in primavera.