L’Olimpia regala un’altra grande prova ai suoi tifosi ma questa volta non basta per sconfiggere un Real Madrid decisamente più lucido e freddo nel finale. Determinanti le percentuali e la quantità di tiri liberi che gli uomini di Mateo riescono a conquistare nell’ultimo quarto, oltre che una grande prova di Musa che chiude la serata con 27 punti e 38 di valutazione. 91-87 il finale, ecco GamePlan.
Come ti snido le torri
Uno dei grossi problemi del giocare contro il Real Madrid è l’ingombrante presenza difensiva di Tavares e Porier nei pressi del ferro. Soprattutto con il capoverdiano, la combinazione di dimensioni e mobilità permette al Real di proteggere difensori perimetrali non sempre impeccabili e di togliere le conclusioni al ferro degli avversari. E l’unico modo per “aggirare” questo problema è provare a togliere dall’area i giocatori in questione.
In questo lo staff di Milano ha fatto un ottimo lavoro, vista la difficoltà dei padroni di casa nel contenere il pick and roll dell’Olimpia nel corso di tutta la partita. Scelta di usare da bloccante sempre lunghi con range di tiro buono/ottimo (Melli, Voigtmann e Davies), pick and roll alto giocato ben oltre il tiro da 3 punti per dare tanti metri al palleggiatore e costringere l’uomo di lato debole a fare una scelta tra il mollare il tiratore in angolo per bumpare sul roll, o rimanere aperto e esporsi alla chiusura del gioco a 2.
Ci vogliono le letture di Napier e Pangos per poterlo fare, ma il lavoro di Voigtmann, Melli e Davies ha messo in grande difficoltà Tavares e Poirier.
Come ti gioco contro i quintetti big
Un altro aspetto che è necessario tenere in considerazione quando si gioca contro i blancos è la stazza a cui le squadre devono far fronte. In particolare, uno degli aspetti su cui è necessario prendere contromisure, è la capacità dei lunghi del Real di forzare i cambi difensivi e di ricevere nei pressi del ferro.
Milano in questo fa un ottimo lavoro, non esagerando mai con i raddoppi, ma riuscendo spesso a spingere Tavares e Poirier fuori dalla loro comfort zone con il lavoro di Melli e Voigtmann, e riempiendo l’area appena l’avversario provava l’avvicinamento. Non un raddoppio che avrebbe potuto provocare un ribaltamento, ma una rotazione a centro area per togliere il tiro e un buon lavoro sulle linee di passaggio.
Il resto arriva da come la difesa, seppur con un gap fisico evidente, è riuscita a tenere l’attacco del Real sul quarto di campo, costringendolo spesso a isolamenti fuori ritmo.
Il lato oscuro della luna
Quello che molta probabilmente ha ridotto di molto le possibilità di vittoria dell’Olimpia a Madrid è stata la gestione del pallone in determinati momenti. Di per sé non è assurdo soffrire la pressione fisica che i padroni di casa sono in grado di mettere agli avversari, così come non è per niente un delitto soffrire un’ottima difesa.
Quello su cui deve recriminare Milano è la quantità di palloni persi causa cattive letture della difesa che hanno permesso al Real di stendersi in contropiede. La qualità dei blancos nel coprire i 28 metri è sempre di altissimo livello e i palloni gestiti male sono benzina per un motore che non aspettava altro che sprigionare la sua potenza.
Musa e Hezonja
La partita è stata molto bella e ha visto due squadre di alto livello darsi battaglia per 40 minuti La chiave della vittoria passa dalla capacità di Musa e Hezonja di tirare fuori quei canestri di talento totalmente fuori dai giochi. I due esterni di Mateo hanno spesso punito l’Olimpia al termine di buone difese, battute solamente da un attacco migliore.
Nello specifico Musa ha mantenuto un primo passo davvero difficile da contenere per qualsiasi esterno milanese. I 14 tiri liberi guadagnati testimoniano i grossi problemi che ha generato alla difesa dell’Olimpia attaccando il ferro in diverse situazioni (uno dei motivi per cui regalare la transizione al Real è un peccato non perdonabile). Messina ha provato sia Luwawu-Cabarrot che Tonut, ma in serate come queste puoi solo sperare che sbagli. Chiude con 27 punti.
Hezonja, seppur non con percentuali eccelse al tiro, ha il merito di mettere canestri in momenti importanti di Milano. Nei momenti migliori dell’Olimpia le sue giocate hanno permesso al Real di rimanere a contatto e addirittura di chiudere avanti il terzo quarto. Sfruttando accoppiamenti favorevoli con Baron e Napier, è spesso riuscito a creare tiri “sulla testa del difensore”.
Quintetti big
La grande partita di Musa e Hezonja è stata favorita dalla presenza costante di quintetti di grande taglia fisica del Real. Mateo arriva alla sfida con Milano con il solo Rodriguez come handler di ruolo (e con autonomia limitata vista la non più florida età del giocatore), ma con tutta una serie di giocatore di grande talento e grande stazza.
Tolti i minuti iniziali di Hanga (stratagemma per mangiare minuti), il resto della partita ha vissuto su isolamenti e possessi per Musa per sfruttare le sue doti di 1 vs, e di alcune fiammate del Chacho per servire i rollanti sui pick and roll.
A livello difensivo, la situazione attuale del Real, ha comunque permesso allo staff tecnico dei padroni di casa di schierare per lunghi tratti quintetti come Hanga-Yabusele-Deck-Tavares-Musa. Sempre un difensore di grossa taglia sui i due trattatori di palla principali di Milano. Possibilità di cambiare sulle uscite di Baron e la possibilità di forzare l’attacco dell’Olimpia a eseguire fuori dalla comfort zone.
Il piano non riesce del tutto per l’ottima capacità dell’attacco di Milano di leggere e punire certe scelte, ma quella conformazione fisica ha messo in grossa difficoltà l’attacco ospite provocando spesso le perse che hanno poi generato la transizione.
I problemi difensivi
Nell’ottima strategia dell’attacco di Milano per attaccare la difesa del Real abbiamo già detto, ma tutto questo è stata possibile “grazie” alla collaborazione di alcuni elementi della difesa dei padroni di casa.
I pick and roll di Napier e Pangos hanno spesso trovato in Rodriguez una valida opzione per costringere la difesa ad andare in sotto numero. Così come Hezonja ha dovuto faticare e non poco per correre dietro a Baron e alle sue uscite, costringendo la difesa del Real a cambi in emergenza per negare il tiro all’ex Zenit. E nel momento in cui Tavares ha commesso il quarto fallo, si è aperta anche la “voragine” Poirier accoppiata alla mobilità di Davies.
I problemi difensivi sul pick and roll, così come una serie di accoppiamenti difficili da gestire, hanno messo in grossa difficoltà il Real.





