Dopo la vittoria dello scudetto, Gigi Datome ha parlato ai nostri microfoni in occasione del media day organizzato dall’Olimpia Milano. Il capitano della nazionale italiana ha affrontato diversi temi, commentando una vittoria che ha avuto un sapore particolare anche per lui, eletto MVP delle Finali LBA.
La frustrazione di non giocare
La frustrazione è non poter essere in campo ad aiutare la squadra in un momento difficile, come i mesi di Eurolega. Ma a mente fredda non potevo farci niente, ho preso un virus che mi ha debilitato veramente tanto e ho faticato a riprendere ritmo, condizione e tono muscolare. Sapevo, però, che quando avrei ripreso la convinzione avrei potuto aiutare la squadra come ho sempre cercato di fare. Il momento è arrivato in questi playoff e sono contento di aver dato una mano per questo scudetto.
Un Datome zen
Sembro sempre tranquillo, ma ovviamente anche io ho un cuore, delle emozioni, una mente. Sono state partite molto emozionanti, c’erano tensione e attesa e c’era voglia di finire bene un anno. Soprattutto per il tantissimo lavoro che i ragazzi hanno messo insieme durante i giorni, quando non giocavo li vedevo quanto si impegnassero ogni giorno. Ne è testimonianza la difesa migliore di Eurolega per lunghi tratti di campionato. Potevamo anche finire perdendo lo scudetto perché la finale è stata complicatissima, ma vincere ha dato un premio a quel lavoro anche quando le cose non andavano granché.
Ci sono troppe partite?
Sono tante sicuramente, da spettatore è anche bello. Tutti dicono che sono troppe, ma nessuno fa un passo indietro. Non lo fa l’Eurolega, non lo fa il campionato, non lo fanno le nazionali. Ognuno vuole sfruttare il più possibile il proprio campionato. Piano piano gli allenatori lo stanno capendo, gli allenamenti non durano più due ore e mezza come non troppi anni fa, c’è grande gestione del minutaggio. I giocatori che riescono ad assorbire tutte queste partite sono quelli che poi fanno la differenza. Finché i “grandi signori della pallacanestro” non si metteranno allo stesso tavolo non ci sarà un miglioramento.
La stoppata su Belinelli
Si, sono di quelle cose che quando capitano capisci come andrà poi. Kyle (Hines, ndr) ha detto che era finita quando ho schiacciato. In generale, tante cose mi hanno fatto capire che era la giornata giusta. Ci abbiamo messo tanto agonismo, intensità, voglia di essere su ogni pallone. Poi ovviamente siamo giocatori di livello da una parte e dall’altra, le giocate decisive le abbiamo fatte noi.
Il confronto con Beli
No non lo sentivo, sentivo il confronto con la Virtus. Sono stato in difesa sul Beli ed è stato un incubo, ha fatto una serie pazzesca ed è stato un problema per tutta la serie tranne in gara-7. Capita, ma è stato pazzesco. So bene quanta fatica ci vuole per essere determinanti a quest’età, lui ha un anno più di me ed è incredibile. Non ho mai vissuto un confronto personale, ma sempre squadra contro squadra: ci tenevo che la mia Olimpia battesse la sua Virtus. Ma assolutamente niente di personale, con il Beli ci conosciamo da una vita e c’è un bel rapporto di stima, nessun agonismo più del dovuto.
La vicinanza del gruppo
Il gruppo è stato molto serio e ci teneva molto, quando le cose non andavano tutti cercavano di capire cosa poter fare per aiutare la squadra. I ragazzi che non hanno giocato hanno avuto un atteggiamento incredibile, strapositivo, hanno lavorato come i matti a fare sedute extra per essere pronti, perché non si sa mai cosa succede nei playoff. Avere un team positivo anche se un terzo non era contento è importante, loro sono stati strepitosi. Il gruppo è molto serio, voglioso di far vedere il proprio valore che a larghi tratti purtroppo non si è visto quest’anno.
Brutti episodi in Europa
Per adesso in Italia siamo abbastanza civili. Ci sono a volte cori brutti, da una parte e dall’altra, ma ho visto tante famiglie sempre. C’è stato il brutto episodio di un singolo, non deve esistere che un tifoso tocchi un giocatore. La reazione è stata quella che è stata, ma bisogna mettere in conto le emozioni di un giocatore che sta vivendo una finale scudetto. Ma rispetto a tanti altri posti in Europa il nostro è un clima molto civile, entrando in macchina prima di gara-7 ho visto tifosi Olimpia e Virtus entrare insieme. Spero che andiamo sempre più in questa direzione. Sul campo si combatte 40′, ma poi è finita lì: onore agli avversari, è stata una bellissima serie. Dobbiamo impegnarci tutti a far sì che sia sempre piacevole andare a vedere delle partite del genere. Magari in altri posti c’è più “passione”, ma a me piace di più vedere una mamma con il figlio piuttosto che le scene negli altri campi d’Europa.
Su Banchero e il Mondiale
Devo parlare con il Poz, ci eravamo detti che ci saremmo sentiti a fine stagione. Serenamente faremo la scelta migliore per la nazionale, abbiamo un rapporto di grande trasparenza. Banchero ha fatto la sua scelta. Era giusto provarci, ma ha fatto la sua scelta legittima: la nazionale andrà avanti senza di lui e lui senza di noi. Non bisogna urlare al traditore, è stato un bel pensiero che non è andato in porto.
Permanenza all’Olimpia
Adesso penso a festeggiare e andare in vacanza. Poi, con calma e grande serenità, cercherò di prendere la giusta decisione per me e la mia famiglia. Ora mi godo solo questo scudetto.





