Negli ultimi giorni, Alessandro Gentile è tornato a far parlare di sé. L’ala italiana sta guidando la Givova Scafati attraverso un inizio di campionato decisamente positivo, che ha visto i campani partire con un record di 4 vittorie e 4 sconfitte. Nelle ultime due settimane, in particolare, in uscita dalla panchina Gentile è stato decisivo con le sue giocate per aiutare la squadra a vincere contro Milano prima, e battersi fino all’ultimo contro Varese poi. Tuttavia, la sfida di Masnago ha portato con sé anche molte polemiche riguardanti lo stesso Gentile e dei possibili “scontri” avvenuti dopo la gara contro l’Openjobmetis.
In mezzo a tutta questa confusione, Gentile ha rilasciato di recente un’intervista nel programma DAZN Got Game. La trasmissione, condotta da Matteo Gandini e Pierluigi Pardo, ogni settimana ospita un giocatore della Serie A e questa volta è toccato proprio all’ex Olimpia.
Gentile ha iniziato l’intervista parlando anzitutto della sua esperienza a Scafati fino ad ora. La Givova ha sorpreso tutti in queste prime settimane per qualità di gioco espressa e risultati, positivi soprattutto in casa.
Quest’anno è stata costruita una squadra con grande talento, molto profonda. Il pubblico è il nostro sesto uomo quando giochiamo in casa, cercheremo di sfruttarlo al meglio anche in futuro.
Il figlio di Nando, inoltre, ha parlato del suo temperamento particolare che spesso lo ha condotto fuori strada. Più volte nella sua carriera Gentile ha avuto screzi all’interno delle varie società o con gli avversari, addossandogli la nomea di un giocatore con cui non è semplicissimo relazionarsi.
In campo sono senza filtri, ma questo non rispecchia chi sono come persona in generale. Ciò mi ha portato ad atteggiamenti che possono essere stati considerati sbagliati o passati come sbagliati. Questo modo di fare mi ha portato in carriera a qualche passo falso, ma è stato anche la mia forza. Sto cercando di lavorare e trovare un equilibrio tra le due cose. Credo che la mia forza sia la passione che metto in campo.
Tra le molte difficoltà affrontate da Gentile nella sua carriera, molte volte l’attuale giocatore di Scafati ha parlato della sua battaglia contro la depressione. Una sofferenza che è durissima da abbattere e che può colpire chiunque, anche un giocatore di Serie A apparentemente senza nulla di cui preoccuparsi.
La depressione racchiude tante piccole sofferenze. Devi imparare a conoscerti, è stato un periodo difficile che mi ha insegnato tanto dando i valori giusto alle cose, riportandomi con i piedi per terra e nel mondo reale.
Infine, incalzato da Mino Taveri, Gentile è tornato a parlare della sua esperienza a Milano. Degli anni che hanno regalato all’ex capitano biancorosso molte soddisfazioni, ma anche qualche delusione. A tal proposito Gentile afferma che, tornando indietro, con ogni probabilità deciderebbe di lasciare prima l’Olimpia.
Avrei accettato di lasciare Milano un po’ prima, quando ho avuto la possibilità. Non lo vivo come un rimpianto, Milano è un pezzo di cure per me. Sono stati anni fantastici, ma il rapporto era ormai logoro averlo trascinato per qualche anno di troppo è stato negativato per tutti. Tornando indietro cambierei quello.
A prescindere da questo, comunque, Gentile dichiara di essere ancora molto legato a Milano. Una squadra, l’Olimpia, che gli ha regalato ricordi da tenere con sé per sempre.
Quello all’Olimpia è stato un periodo molto intenso, sia dal punto di vista negativo che positivo. Aver riportato lo scudetto a Milano dopo 18 anni, da capitano dopo mio padre che era stato l’ultimo da capitano, è una cosa che porterò sempre e rimarrà sempre. Quindi grandi gioie, e anche qualche delusione ovviamente.
