Andrea Trinchieri, nella rubrica targata LBA Basketball and Conversation, intervista…Andrea Trinchieri. Il coach dello Zalgiris racconta tutto il suo percorso che lo ha portato ai massimi livelli della pallacanestro continentale. In questo aneddoto parla delle sue esperienze al Partizan e allo Zalgiris.
Il privilegio
“Non sono un ex-giocatore, ho allenato in prima divisione. Non avevo santi in Paradiso e nessuno che mi spingeva. Ho avuto la fortuna e il privilegio di allenare due delle squadre più storiche di tutta Europa, il Partizan e lo Zalgiris, dove vieni sempre e comunque sostenuto. In questi posti la gente conosce la pallacanestro, quindi sanno quando qualcuno gioca al di sopra dei propri limiti”.
Sull’impatto del pubblico
“Giocare di fronte a questo tipo di tifo lo vedi anche nelle statistiche. Tutte le voci che derivano dall’energia, che sono sfondamenti, stoppate, palle recuperate e rimbalzi in attacco, sono maggiorate del 30%. Quando hai 20 mila persone che vengono a vederti fare una cosa, è molto più facile per il me allenatore chiedere ai miei giocatori di farla”.
Sull’essere allenatore dello Zalgiris
“Essere allenatore qui ti rende felice perché hai un ruolo ben definito, delineato. Sei come una semi-divinità”.
